Un geosito nel futuro di Montelago

Sassoferrato- Gìà protagonista della scorsa edizione della settimana della Terra, il Lago estinto di Montelago è un Geosito di interesse scientifico, didattico e turistico che, grazie alla volontà del Sindaco di Sassoferrato Ugo Pesciarelli, del Geologo Andrea Dignani, delle Professoresse Giacomina Fortunati e Olivia Nesci, si sta inserendo in quella rete di Geoturismo Intercomunale che comprende le Grotte di Frasassi, il parco Archeominerario di Cabernardi e le emergenze scientifiche di Cantiano.

Ugo Pesciarelli, Giacomina Fortunati e Andrea Dignani.

Ugo Pesciarelli, Giacomina Fortunati e Andrea Dignani.

Proprio in questi giorni infatti è stato ufficialmente siglato un accordo di programma tra il Comune di Sassoferrato e L’Università Carlo Bo di Urbino, che avvia un percorso di attività per la valorizzazione dell’area di Montelago.Sono tre le principali attività attorno alle quali ruota l’accordo – racconta il Geologo Andrea Dignani, tra i coordinatori del progetto- carotaggi più profondi per registrare il clima passato, realizzazione di sentieri che illustrino le particolarità del Geosito di Montelago, ed infine la creazione di un museo del territorio, una struttura permanente che sia d’interesse scientifico, storico e sociale”. 

Il primo studioso del Lago di Montelago è il Geologo Raniero Massoli-Novelli, nella sua tesi di laurea del 1960 “Aspetti geologici ed idrogeologici del territorio tra Sassoferrato ed il Monte Strega” rilevava, con analisi geologiche, dell’esistenza nei tempi passati di un piccolo lago naturale adiacente all’abitato di Montelago.

Il Geosito di Montelago– continua Dignani- è una vera e propria banca dati sui cambiamenti climatici degli ultimi anni, abbiamo un’occasione unica di prendere i dati del nostro Appennino, e di creare simulazioni e proiezioni su quello che può accadere nel futuro, oltre che la possibilità di aumentare la conoscenza del territorio dal punto di vista Geologico e ambientale, e di creare nuove occasioni di reddito per le persone che abitano il paese, senza stravolgere l’ambiente naturale.“.

 

Lorenapodera@riproduzioneriservata civetta.tv