Palombare, Mogiano, Pontechiaradovo e Falcioni chiedono la riapertura della Gola

Comitato per la riapertura della Clementina nella Gola della RossaGenga – Si sentono isolati e prigionieri gli abitanti delle quattro frazioni gengarine di Palombare, Mogiano, Pontechiaradovo e Falcioni. Vivono dietro al Monte Frasassi, sotto al Monte San Pietro, all’imbocco della Gola della Rossa, in un angolo tra i più incantevoli e pregiati del parco. Purtroppo tra lavori e frane, si sentono sempre più isolati, ragione per cui in una petizione denunciano «le condizioni nelle quali vivono tali da limitare i loro diritti costituzionali alla incolumità, alla sicurezza e alla salute.»

La lettera firmata da 42 residenti è stata inviata al Prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto e ai Sindaci di Genga e Serra S. Quirico, al Presidente dell’Unione Montana Esino-Frasassi ente gestore del parco, al Presidente della Quadrilatero Marche-Umbria e al Capo Compartimento ANAS Marche. Tra le loro richieste: il ripristino della Clementina, la strada che attraversa la Gola della Rossa «l’unica via di fuga verso Serra San Quirico» e il prolungamento della galleria di Colle Saluccio sulla SS76 per mettere le loro frazioni e il Parco al riparo dell’inquinamento delle polvere sottili e acustico.

«Raggiungere la civiltà è diventata una vera e propria corsa ad ostacoli» si lamentano. Richiede un acuto calcolo dei Comitato per la riapertura della Clementina nella Gola della Rossatempi. Devono superare il ponte sull’Esino, oggetto, da alcuni mesi, di lavori importanti di consolidamento; tenere ben a mente gli orari dei treni sulla tratta Roma-Ancona – nell’arco della giornata, il passaggio a livello complessivamente rimane chiuso più di sette ore su 24; aggiungere i tempi per superare gli stop imposti dai lavori di Quadrilatero sulla nuova uscita Camponocecchio a servizio della direttissima Ancona-Perugia e anche il tempo per raggiungere lo svincolo di Valtreara dove finalmente riescono ad accedere alla superstrada direzione Vallesina o Fabriano. «E’ un vero e proprio incubo – protesta Anna. Da Milano è venuta ad abitare a Palombare per essere vicino ai suoi genitori anziani –. Nel caso dovesse chiamare il 118, non oso pensare ad un incidente o ad un problema dove la vita è una questione di minuti.»

Pertanto per i residenti delle quattro frazioni, l’unica via di fuga diretta e sicura è quella che collega Pontechiaradovo a Serra San Quirico. Vale a dire la vecchia Clementina. La strada voluta da Papa Clemente XII nel 1733 per collegare il porto di Ancona alla Flaminia chiusa nel suo tratto della Gola della Rossa da novembre 2013 per colpa di una frana che ha distrutto 30 metri di carreggiata. «Da decenni – osservano – questa strada è stata data dal Comune di Serra S. Quirico in utilizzo alle imprese delle cave. Da anni è sbarrata verso valle e verso monte, lasciata all’abbandono seppur è l’unica percorribile per i motorini, gli apetti, le biciclette e i pedoni che, per legge, non possono circolare sulla SS76, l’unica via rimasta.»

Véronique Angeletti@riproduzione riservata

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