#Fabriano Giudice di Pace: costa meno una navetta per trasportare gli avvocati ad Ancona

giudice_pace-300x198Fabriano – La decisione dei consigli comunali di Sassoferrato e Genga di non rinnovare la convenzione per il mantenimento del Giudice di Pace non coglie impreparato il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli.
«Anzi, – spiega – era più che prevedibile. Abbiamo trasferito a novembre le spese del 2018 alle quattro amministrazioni (la convenzione coinvolge anche Cerreto d’Esi e Serra San Quirico ndr), e incontrato e dunque ascoltato in una riunione apposita i Sindaci a cui abbiamo sottoposto un prospetto dei costi per il 2019».
Un servizio letteralmente lievitato. Conti alla mano, se nel 2017 costava 124mila euro, quest’anno sfiora i 170mila che diventeranno 180 nel 2019. Tradotto nelle quote: quest’anno Sassoferrato ha speso 5.500 euro in più, Cerreto d’Esi altri 3mila, Serra San Quirico 2100 e Genga 1300, e Fabriano, 24mila. Un aggravio spiegato dal ritorno nell’organico di uno dei tre dipendenti, quello “prestato” dall’Unione Montana con la qualifica “categoria D”, quella più onerosa, e l’arrivo di un dipendente dal comune di Fabriano.
«Non è un dietrofront – interviene il sindaco di Sassoferrato Ugo Pesciarelli – ma in questi tempi di magra, in cui facciamo voli pindarici per garantire ai cittadini i servizi è assurdo spendere soldi per servizi di giustizia che sono di competenza del Ministero. Sono consapevole dell’importanza di questo servizio e darò tutto il mio supporto per ottenerne il mantenimento a Fabriano ma spese e costi non possono più pesare sul bilancio comunale sentinate».
toga-magistraturaUna decisione che si appresta a votare a dicembre Serra San Quirico «che meritano pieno rispetto – sottolinea il  Sindaco Santarelli che nella sua ricerca di soluzione alternativa, ha bussato alle porte del Ministero di Grazia e Giustizia. «So già che non intende subentrare nelle spese: la convenzione è stata una scelta dei Comuni di essere coinvolti nella gestione del servizio e di farsi carico del reperimento del personale e degli investimenti economici. Questa è l’unica modalità per evitare il riordino della geografia giudiziaria e il trasferimento del giudice di Pace». Provocatorio conclude: «Non so se valga la pena sostenere un costo tale e non converrebbe piuttosto organizzare un trasporto collettivo per i professionisti ogni tre giorni ad Ancona».
Intanto la minoranza ha già elaborato un’apposita mozione per il prossimo consiglio comunale: «Oggi si sta parlando di Area Vasta Montana in tema sanità – afferma Andrea Giombi, capogruppo di Fabriano Progressista – pertanto  dobbiamo difendere il Giudice di Pace montano».
Mentre il consigliere Giovanni Balducci del Pd ricorda che «perdere la sede del Giudice di Pace sarebbe perdere l’ultimo pezzo del Tribunale, spogliare di un altro servizio l’entroterra, un ufficio importante nella fase della ricostruzione dove sono sottoscritte e consegnate le schede AeDES, un punto di riferimento per i cittadini che, nel 2021, con riforma giudiziaria avrà le sue competenze incrementate».
Véronique Angeletti@civetta.tv
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