#Frontone Catria – Per gli ambientalisti della “Lupus in Fabula” : un grido di allarme non ascoltato

Monte Catria apertura nuove strade e ampliamento sentieri Bidonvia settembre 041Frontone – Bocciati il Comune di Frontone e la Provincia di Pesaro Urbino per la mancanza di vigilanza e plauso ai Carabinieri Forestali. Gli attivisti dell’associazione ambientale pesarese “Lupus in Fabula” ringraziano gli uomini della Caserma di Serra Sant’Abbondio «che, riscontrando irregolari ampliamenti di strade e sentieri, sradicamento di alberi e lavori di sbancamento intorno ai sostegni dell’impianto, hanno segnalato le attività non autorizzate alla Procura di Urbino» e mettono sotto accusa il Comune e la Provincia.
«Non sono intervenuti con azioni di pronta vigilanza sul cantiere  – commentano il presidente Flavio Angelini e suo vice  Claudio Orazi – nonostante il grido d’allarme lanciato dalla nostra associazione». Con ripetute segnalazioni Lupus in Fabula aveva evidenziato i lavori e il 18 ottobre, con un comunicato stampa e fotografie, pubblicati anche sul proprio sito, denunciato «lo scempio ai lati del tracciato della funivia». Insomma lamentano un «grido di allarme non ascoltato» che non ha impedito «ritardi e forse inadempienze di vigilanza, da parte degli enti locali» e comportato «danni ambientali irreparabili. Anche se – incalzano – da lontano erano visibili le consistenti opere di scavo, le nuove strade e l’eccessivo abbattimento di alberi».
 
Lavori contestati fin dall’inizio dalla Lupus in cordata con Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Pro Natura, Terra Mater, Forum Paesaggio Marche, associazioni.
Monte Catria aglio per ampliamento strada per rifugio Le Cotaline«Quanto è accaduto  – sostengono  – mette in luce che sono le amministrazioni, tra i principali sostenitori del progetto di ampliamento degli impianti da sci. Progetto che di fatto deturpa la montagna, non crea benefici duraturi per la collettività e spreca milioni di denaro pubblico. Sembra adesso che i presunti abusi possano essere giustificati da motivi di sicurezza, la panacea di tutti gli orrori ambientali. Sarebbe scandaloso se il Comune di Frontone tirasse un colpo di spugna con provvedimenti in sanatoria; l’ennesima prova di una pervicace volontà nel realizzare i nuovi impianti in totale disprezzo dei valori ambientali del Catria. Non sono, infatti, giustificabili in alcun modo né l’ampliamento della strada che sale al rifugio, che resta una infrastruttura di servizio all’impianto e non una pista da discesa, né gli eccessivi sbancamenti per accedere al tracciato di posizionamento dei piloni. Invitiamo quindi i Carabinieri Forestali a monitorare il Catria, per la costruzione delle opere in rispetto delle prescrizioni finora approvate».
Monte Catria Gruppo CC FOR PU Foto 6«Inoltre i lavori di taglio e di eradicamento del bosco di faggio sul versante sud est del Monte Acuto sono già così estesi  – denunciano – che sono visibili anche dal comune di Acqualagna. 
Al fine di ampliare le piste da sci, costruire la nuova seggiovia Travarco-Monte Acuto, sostituire lo sky lift con una seggiovia triposto e  lo sky lift al posto della manovia autorizzato, con il parere della Provincia e dell’Unione Montana del Caterina Nerone, è previsto la scomparsa di 2,7 ettari di alberi di età compresa tra i 52 e 63 anni.
Considerando che la legge forestale regionale del 2005 impone che la riduzione di superficie boscata è soggetta a misure di compensazione ambientale, che significa nuovi rimboschimenti su terreni nudi, in base ad un complesso sistema di calcolo previsto dall’allegato A della L.R. 71/97 (Disciplina della attività estrattive), tenendo conto della biomassa che viene sacrificata e del tempo necessario per il suo recupero, a fronte dei 2,7 ettari di bosco perduti si sarebbero dovuti piantumare circa 58 ettari di terreni liberi, oppure, in mancanza della disponibilità di superfici su cui effettuare il rimboschimento, il comune di Frontone avrebbe dovuto versare alla Regione Marche una somma di circa 950 mila euro. Prescrizione che avrebbe potuto mettere in dubbio la fattibilità di tutto il progetto».
Motivo  per cui secondo Flavio Angelini «il Comune di Frontone (ente competente in materia urbanistico edilizia e capofila del progetto) ha avuto l’idea di dichiarare che l’allargamento delle piste è una manutenzione straordinaria di un’opera esistente e ottenere così dalla Regione nel 2017 uno “sconto” sulla compensazione. Questa sarà quindi calcolata solo su 0,6 ettari di bosco e, non avendo disponibilità di terreni in cui effettuare il rimboschimento sarà solo economica con il versamento alla Regione di soli 217 mila euro in cinque rate. Quindi – conclude – oltre al danno la beffa: per i lavori di potenziamento dello sci da discesa sul Catria, che complessivamente costano alla collettività circa 5 milioni di euro, nemmeno un albero verrà piantato».
Véronique Angeletti@civetta.tv
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