#Frontone – Mattia e tutti gli altri nel cuore

candelaFrontone – Il numero importa poco. C’è chi dice cinquecento, c’è chi sostiene mille. Una cosa è sicura, erano in tantissimi domenica sera a Frontone alla fiaccolata dedicata a Mattia Orlandi. Il quindicenne morto nella tragedia che si è consumata nella notte fra venerdì e sabato alla Lanterna Azzurra di Corinaldo.
Un lunghissimo corteo avvolto in una coltre di silenzio dove ognuno, tra sgomento e dolore, ha agguantato un suo personale ricordo. Alla famiglia e ad un ragazzo, alla soglia dell’adolescenza, solare, socievole ma più di tutto sereno poiché forte di valori semplici e con in testa una valanga di ideali.
Nel serpentone di fiaccole che insolite follate di vento spegnevano, c’era tutto Frontone. Un piccolo paese attonito, a tratto tuttora incredulo che ha voluto stringersi intorno alla mamma e al babbo, orfani del loro unico figlio e partecipare al loro immenso dolore.
Poi,tanti ragazzi: quelli del calcio e molti dirigenti della Junior Pergolese e gli allievi del Sassoferrato-Genga; compagni di banco delle primarie a SSant’Abbondio, delle medie a Frontone, dell’Itis Merloni e gli amici del pullman per Fabriano, e anche alcuni amici della navetta che collegava Pergola alla discoteca. La navetta che per i genitori azzerava i rischi legati alla strada ma che adesso inizieranno anche a preoccuparsi dei locali. Ansia condivisa dal sindaco Francesco Passetti che, al termine della messa, ha ribadito con forza che da «primo cittadino esigerà che la massima luce sia fatta sulla tragedia».
Mentre don Ivan Bellamarì chiude la cerimonia ricordando che questo «non sarà un Natale consumistico ma un Natale di valori veri». Valori che il preside dell’Itis Merloni di Fabriano, Giancarlo Marcelli, ha voluto esprimere con un minuto di silenzio prima delle lezioni e con un fiore bianco sul banco di Mattia. Tramite il sistema di comunicazione interna, si è rivolto a tutta la scuola e di persona si è trattenuto con i compagni di classe.
«Ho voluto dire che debbono apprezzare la vita, coglierla in tutte le sue sfumature e potenzialità e imparare a proteggersi, a vivere in sicurezza. Non perché i loro comportamenti siano a rischio, ma perché i comportamenti degli altri a volte li mettono in situazioni pericolose. La vita continua e deve continuare, anche per Mattia».
Véronique Angeletti @civetta.tv
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