No alla privatizzazione a Fabriano e Sassoferrato delle Cure Intermedie, Rsa e mense

Con un comunicato stampa, i componenti della Rsu Cgil Area Vasta 2 denunciano la privatizzazione delle Cure Intermedie e della Rsa dell’Ospedale di Comunità Sant’Antonio Abate di Sassoferrato e del servizio mensa per pazienti e dipendenti di Fabriano e di Sassoferrato.

I componenti Rsu- Fp Cgil dell'area vasta 2 Giacomo Mancinelli (lavora all'ospedale di Jesi), Salvatore Viscio (al 118 e Rsa di Filottrano) e Valentino Tesei (uffici amministrativi di Fabriano).

I componenti Rsu- Fp Cgil dell’area vasta 2 Giacomo Mancinelli (lavora all’ospedale di Jesi), Salvatore Viscio (al 118 e Rsa di Filottrano) e Valentino Tesei (uffici amministrativi di Fabriano).

NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLE STRUTTURE RESIDENZIALI

E DELLA MENSA DI FABRIANO E SASSOFERRATO!

Ormai dilaganti le voci riguardanti le strutture residenziali dell’Area Vasta 2, ossia le Residenze Sanitarie Assistenziali, in particolare quella di Filottrano e di Sassoferrato, e le Cure Intermedie di Sassoferrato.

Parliamo di strutture fondamentali per la continuità di cura ed assistenza nel vastissimo territorio della provincia anconetana (ove insistono ben 3 enti del Servizio Sanitario Regionale, l’Azienda Ospedaliera di Torrette, l’INRCA e gli Ospedali dell’Area Vasta 2), essenziali per fornire risposte al fabbisogno di posti letto, ovvero per non ingolfare i letti ospedalieri, a cominciare dai letti della medicina d’urgenza e dell’osservazione breve intensiva dei Pronto Soccorso.

Voci che raccontano di una intenzione rivolta ad esternalizzarle completamente!

Accompagnate dalla classica motivazione “per mancanza di personale, e relativa difficoltà a reperirlo” (viene sempre detto così, ma la realtà è un’altra, evidentemente non si vuole reperirlo, che è diverso) …

Addirittura, un’assurdità, ma se viene detta un obiettivo vi è senz’altro, c’è chi sostiene che solo con l’aiuto dei privati, ad integrare il personale pubblico mancante, sarebbe possibile fruire delle ferie…

Autentiche speculazioni, insomma, a predisporre, è chiaro, un terreno fertile per un obiettivo ben preciso…

Ma dice forse questo la proposta di Piano Socio–Sanitario regionale 2019/2021 per Case della Salute come Filottrano e per Ospedali di Comunità come Sassoferrato?

Quel che è certo, si pone, gigantesca, la palese incoerenza regionale, la quale, pur al cospetto di una riforma sanitaria che dovrebbe spostare sempre più attenzioni ed investimenti “dall’Ospedale al territorio”, approvando recentemente i tetti di spesa per il personale in Sanità, è andata a svantaggiare pesantemente solamente l’ASUR, l’ente più grande del Servizio Sanitario Regionale, quello cioè dove vengono svolti, in larga parte, proprio i servizi territoriali, e dove sono presenti appunto le strutture residenziali.

Esternalizzazioni, che, nel caso della Struttura di Sassoferrato, lo immaginiamo balenare nel cervello di chi auspica la privatizzazione, servirebbero magari anche per mettere una pietra sopra al pastrocchio legale conseguito a suo tempo con la commistione pubblico-privato che, come noto, non è ammessa a livello giuridico nella PA (evidenziamo infatti che presso le Cure Intermedie, mentre gli infermieri sono dipendenti dell’Area Vasta 2, gli operatori socio-sanitari sono operatori della cooperativa).

A ciò si aggiunga la recente intenzione, di esternalizzare anche il Servizio ristorazione per gli utenti e mensa per i dipendenti dell’Ospedale di Fabriano e dell’Ospedale di Comunità di Sassoferrato, che è palesemente irragionevole ed antieconomica perché sussistono le professionalità adeguate ed i mezzi per svolgere, anzi continuare a svolgere, l’attività richiamata internamente all’Azienda. Non si vedono inoltre le esigenze di carattere eccezionale richiamate dal Giudice Contabile in ipotesi di esternalizzazione, se non la manifesta e documentata incapacità dirigenziali di gestire il Servizio in questione.

Non accettiamo questi giochini e queste intenzioni sottaciute…

Abbiamo capito, e siamo pronti fin da subito a mettere in campo ogni azione a difesa del Bene Pubblico…

E quindi a fermare tutti coloro che, pur stipendiati come dipendenti pubblici, si adoperano per far sì che la Sanità Pubblica venga smantellata, accampando puerili giustificazioni, al solo fine di favorire così il Privato.

La Denuncia della Cgil Area Vasta 2 del 21 marzo 2019 contro la privatizzazione delle strutture residenziali di Fabriano e Sassoferrato