La Coratella d’Agnello: la ricetta firmata dallo Chef Vittorio Serritelli del Panzini

Vittorio Serritelli, docente di enogastronomia al Panzini di Senigallia

Vittorio Serritelli, docente di enogastronomia al Panzini di Senigallia

Senigallia – Chef globe trotter, prof. di enogastronomia all’istituto alberghiero Panzini di Senigallia, sommelier, Vittorio Serritelli ricorda che << non è Pasqua senza agnello, simbolo del sacrificio e se la sua coratella, la parte scartata dai nobili, era per i poveri in tutta Italia l’occasione di mangiare la carne, oggi è un must come la trippa, l’osso buco, le cotiche e i fagioli.>>

La Coratella di Vittorio Serritelli dell'Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia

La Coratella di Vittorio Serritelli dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia

Per 4 persone far sciogliere in un tegame 30 gr di lardo con olio extra vergine di oliva e far imbiondire 1 foglia di alloro, 2 spicchi di aglio,1 rametto di rosmarino da togliere prima di rosolare 600 gr di coratella (polmone, cuore, fegato, milza e budellini a pezzetti). Regolare con sale, pepe e peperoncino, bagnare con 200 ml di vino bianco e far evaporare. Poi aggiungere 1 litro e mezzo di ottimo brodo fino a coprire e far cuocere per circa 1 ora e mezza. Servire in una fondina ben calda. <<A Roma – ricorda lo chef – aggiungono i carciofi, in Sicilia le patate, in Sardegna le olive verdi, in Abruzzo cacio, uova e buccia di limone grattugiata.>>

Véronique Angeletti@civetta.tv

Panzini, Vittorio Serritelli, chef e futuri chef

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