“La Stanza Segreta” , fino al 27 ottobre, mostra curata da Vittorio Sgarbi

INVITOstanzasegretaGualdo Tadino – Vittorio Sgarbi, dopo il successo delle mostre “Seduzione e Potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo” e “Luciano Ventrone. Meraviglia ed Estasi”, ha inaugurato il 10 maggio, sempre nella Chiesa monumentale di San Francesco Gualdo Tadino, un’altra esposizione-evento, “La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano”.

L’esposizione consentirà al pubblico di ammirare una strepitosa selezione di capolavori – 70 opere di 40 artisti -, il fior fiore della Collezione Massimo Caggiano, una delle raccolte d’arte contemporanea più significative e rappresentative soprattutto per l’Italia (ma non solo) degli ultimi trent’anni di pittura e scultura d’immagine, sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico, anche internazionale, che vi è documentato.

La mostra
È un mondo ancora per lo più poco conosciuto e accessibile, quello della collezione Massimo Caggiano, La stanza segreta, come recita il titolo del progetto espositivo, svela tesori.

Dal 10 maggio fino al 27 ottobre 2019, la Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino ne ospiterà, infatti, una selezione di capolavori a firma di alcuni dei più importanti nomi del ritorno della pittura e della scultura nella storia dell’arte italiana e internazionale dagli anni Ottanta del XX secolo. Dagli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi ai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa, dalla cosiddetta diaspora delle figurazioni tra percorsi solitari e scuole regionali (la Scuola di Catania e le altre siciliane, la Scuola toscana, l’Officina Milanese, ecc.) all’alternativa internazionale degli artisti di figurazione tra Europa e America.

Trionfo della Bellezza, dell’arte e orgoglio del collezionista, un percorso ordinato e su sfondo rosso e blu guiderà i visitatori tra opere di Alberto Abate, Hermann Albert, Giuseppe Bergomi, Carlo Bertocci, Lorenzo Bonechi, Aurelio Bulzatti, Sergio Ceccotti, Marco Chiucchiarelli, Valentina Cipullo, Eleonora Ciroli, Marco Cornini, Paolo dell’Aquila, Stefano Di Stasio, Stefania Fabrizi, Paolo Fiorentino, Carlos Forns Bada, Lino Frongia, Alberto Gálvez, Paola Gandolfi, Sean Henry, Harry Holland, Anna Keen, John Kirby, Jan Knap, Massimo Livadiotti, Carlo Maria Mariani, Salvatore Marrone, Sigfrido Martín Begué, Gianluca Martucci, Alberto Mingotti, Luca Morelli, Philip Pearlstein, Lithian Ricci, Lily Salvo, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Dino Valls, Luca Valotta, Angela Volpi (e Massimo Caggiano stesso in qualità di designer). Tutti artisti che hanno in comune la resistenza alle mode e il rifiuto delle tendenze programmate.

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Dagli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi ai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa, ciascuno di essi, sul finire degli anni Settanta – scrive Cesare Biasini Selvaggi in catalogo – contribuì a traghettare l’arte concettuale fuori dalle “sabbie mobili” di un percorso senza ritorno che aveva portato Giulio Carlo Argan a paventare addirittura la “morte dell’arte”. Tra le diverse declinazioni di ognuno di questi movimenti, emergono come tratti comuni l’abbandono del concetto di avanguardia, il recupero della pittura e degli strumenti più tradizionali, un rinnovato interesse e utilizzo del colore, la ricerca di una nuova figurazione, la riconsiderazione della propria storia che si vuole rivisitare, interrogare ed evocare anche attraverso la citazione”.

Mostra Vittorio Sgarbi

Mostra Vittorio Sgarbi

Dipinto-manifesto degli anni Ottanta e della Collezione Caggiano è Presso antiche acque (1982) di Stefano Di Stasio, esposto alla 40° Biennale di Venezia e, ora, in mostra a Gualdo Tadino. “Questo dipinto – come ha osservato il famoso critico inglese Edward Lucie-Smith – è un tentativo ambizioso di ricreare l’arte del Barocco italiano in termini contemporanei; combina soggetti sia sacri che profani: a sinistra della composizione, Giacobbe che lotta con l’angelo; a destra, Diana sorpresa da Atteone. Il dipinto è un manifesto, come il titolo suggerisce: l’arte italiana è invitata a rafforzarsi con il ritorno a forme e idee che il Modernismo ha messo da parte”.

La stanza segreta allestita presso la Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino riunisce un manipolo di artisti che alle avanguardie dogmatiche si sono contrapposti, cercando di superarle e “di riagganciarsi all’ultimo gesto della mano con il pennello o con la pietra”. Per molti è stata una testarda coerenza, – osserva Vittorio Sgarbi – una polemica ragione di vita, nell’isolamento e nel silenzio; per altri, e soprattutto ora, è una dimostrazione di riscatto…”.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Carlo Cambi Editore.
Il percorso espositivo si completa con una video-intervista al collezionista e designer Massimo Caggiano realizzata da Giovanni Stella (Smile Vision srl).

Massimo Caggiano, il collezionista che presta le sue opere per la mostra “La Stanza Segreta”

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