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La giornata nazionale della Cia sui danni da fauna selvatica : cambiare la legge

Cinghiali agricoltura

Marche – A proposito dei danni da fauna selvatica, nell’ambito di un’iniziativa nazionale che si svolge contestualmente in tutte le regioni il 17 maggio al fine di sensibilizzare le istituzioni per un approccio costruttivo al tema, disciplinato da una legge del secolo scorso, dall’incontro tra il presidente Ceriscioli e l’assessora Bora e i vertici regionali Cia emergono alcuni riflessioni.

La prima che per il presidente regionale Cia Gattari  “i danni da fauna selvatica hanno assunto una dimensione insostenibile. La semplice conservazione, che caratterizza le strategie attuali, ha amplificato l’entità dei danni sia sul piano economico che ambientale e sociale. Il concetto di tutela va ricondotto all’interno di quello più generale di gestione”.

La seconda che le Marche sono d’accordo sulla proposta di riforma della legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio presentata dall’organizzazione e la regione condivide la necessita di una nuova disciplina normativa per una gestione dei selvatici compatibile con le attività agricole ed economiche del territorio.

“La riteniamo una proposta utile – ha dichiarato Ceriscioli – perché in questi anni, per rispondere al tema di uno squilibrio e di una presenza eccessiva di animali che fanno danni all’agricoltura e incidenti sulle strade, abbiamo preso provvedimenti avanzati, che andavano a leggere i tempi cambiati, in mancanza di una legge nazionale adeguata alle nuove necessità”.

Spingere per una modifica della legislazione che miri a portare equilibrio al sistema, offrendo strumenti nuovi, adatti ai cambiamenti, “è molto utile anche per la Regione, perché copre e protegge iniziative che abbiamo già preso, come la possibilità, per l’agricoltore, di abbattere nel campo il cinghiale che fa danni, e però non trovano un corrispettivo nella legge nazionale. Avere norme che leggono e danno questo tipo di contributo permette anche di essere più sereni su iniziative che stiamo portando avanti, in sintonia tra caccia e agricoltura, per riportare in equilibrio il sistema”.

La terza fa emergere la necessità di affrontare il problema anche a livello europeo: “Nella maggior parte dell’Unione – ha ricordato Ceriscioli – l’animale selvatico è di proprietà di chi detiene il fondo agricolo mentre in Italia e in pochi altri Paesi, dello Stato. Questo produce effetti che ci hanno bloccato per diversi anni sul problema del contributo o del risarcimento, che rischiava di divenire un aiuto di Stato. Anche a livello europeo sarebbe, quindi, molto utile iniziative che chiarissero questi contorni, per giungere a una modifica della legislazione nazionale compatibile con le norme Ue”.

Fonte Ufficio Stampa Regione Marche

Renzo Pincini

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