Siccome la cultura vien leggendo, stimolare i piccolini a leggere è importante

bimbo-che-leggeLa regione Umbria è tra le sette regioni che parteciperanno, nel 2017, al progetto pilota “Piano di azione di diffusione della lettura in età prescolare“. Piano previsto dal Protocollo d’intesa di promozione della lettura nella prima infanzia programma 0-6 anni sottoscritto nel giugno scorso dal Ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo, dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dal Ministro della Salute. Oltre all’Umbria, ci sono Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Puglia, Basilicata e Sicilia.
Siamo particolarmente soddisfatti – ha affermato l’assessore regionale all’istruzione Antonio Bartolini – perché l’Umbria è stata la prima Regione a sperimentare questo progetto nel 2014 ed a parteciparvi mettendolo in atto su tutto il territorio regionale. Il progetto pilota dunque non sarà una novità per i nostri ragazzi ma la continuazione di un percorso, che in Umbria iniziò a fare i primi passi addirittura nel 2010, con il progetto ‘Nati per leggere’ e successivamente con il progetto ‘In Vitro’, che sicuramente hanno dato buoni risultati. Basta citare ad esempio – ha sottolineato l’assessore – l’aumento degli indici di lettura rilevato dall’Istat per l’anno 2015 (i lettori di almeno un libro all’anno in Umbria erano il 39 per cento nel 2014, nel 2015 sono passati al 44 per cento). A partire da quest’anno e fino al 2018 è attivo inoltre un accordo con l’Ufficio Scolastico regionale dell’Umbria per la “realizzazione di iniziative condivise volte alla promozione della salute nella popolazione scolastica”, e la lettura è riconosciuta proprio come azione che concorre a favorire il benessere dell’individuo. In particolare, si fa riferimento al Programma nazionale 0-6 (che prende le mosse da ‘In Vitro’) e al progetto regionale ‘Forte chi legge!’ Adesso con il protocollo nazionale e con i relativi finanziamenti – ha concluso Bartolini – si potranno rafforzare almeno due linee di azione: l’acquisto di libri e la loro distribuzione in ospedali, a pediatri, scuole e famiglie e i necessari format formativi destinati alle professioni sanitarie, agli insegnanti, ai bibliotecari ed ai genitori dei ragazzi da 0 a sei anni”.
Fonte Agenzia Umbria Notizie
L’agenzia di informazione della giunta regionale dell’Umbria.

leggere-ai-bambiniL’American Academy of Pediatrics sostiene che fra le attenzioni che si dedicano all’infanzia dovrebbe essere inclusa la promozione dell’alfabetizzazione. Per questo motivo ai pediatri si consiglia di informare i genitori sull’importanza di leggere libri anche a bambini molto piccoli: è stato verificato infatti che esiste uno stretto legame fra l’approccio precoce alla lettura e lo sviluppo del linguaggio accompagnato dalla capacità di elaborazione semantica; ma anche il maggior successo scolastico e l’amore per i libri sembrano dipendere dalla lettura in età prescolare, nonostante non siano stati ancora sufficientemente chiariti i meccanismi attraverso i quali ciò avvenga. Queste risultanze sono il frutto di uno studio condotto dal team del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, guidato dal dr. John S. Hutton, che attraverso la risonanza magnetica funzionale ha osservato l’attività cerebrale in bambini di 3-5 anni, scoprendo una maggiore stimolazione della regione dell’emisfero sinistro del cervello – specializzato nei processi linguistici e coinvolto nella concatenazione logica del pensiero – in quei bambini a cui sono stati letti libri e che hanno ascoltato la lettura di storie.

Ci auguriamo – ha commentato il dr. Hutton – che questo lavoro indurrà ulteriori ricerche sulla lettura condivisa e il cervello in via di sviluppo, così che si possano migliorare gli interventi in questo campo e identificare i bambini a rischio di difficoltà il più presto possibile, aumentando le loro probabilità di avere un buon rapporto con il meraviglioso mondo dei libri”.

Tiziana Gubbiotti@civetta.tv

Altre informazioni al sito:

http://www.improntaunika.it/2015/04/leggere-libri-ai-bambini-in-eta-prescolare-aiuta-lo-sviluppo-del-linguaggio/

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