Ceriscioli risponde all’invito del sindaco Francesco Baldelli

Luca Ceriscioli in colloquio con il sindaco di Pergola nei corridoi della Conferenza dei Sindaci di Urbino del 19 novembre 2016Pergola – Lo aveva chiesto più volte davanti a tutti i sindaci riuniti in assemblea dell’Area Vasta 1 ad Urbino, il 19 novembre 2016. E lo aveva pure ribadito a “tu per tu” nei corridoi del Collegio Raffaello. Dopo ottanta giorni, il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, risponde alla richiesta del Sindaco Francesco Baldelli e sabato 11 febbraio farà visita all’ospedale Santi Carlo e Donnino di Pergola.

Una visita in una città “a cui mi sento particolarmente legato e che farà sempre parte di me” – aveva dichiarato il 4 ottobre a Bellisio Solfare alla celebrazione in ricordo dei minatori marchigiani morti a Marcinelle in Belgio – “perché il mio primo incarico come professore di matematica è stato proprio al liceo scientifico di Pergola.”

Una visita, quella di sabato prossimo, che però non avrà nessun tocco “vintage“. Insieme alla dirigenza ASUR, Ceriscioli presenterà il nuovo primario di chirurgia Gammarota e i primari di medicina Lucarelli e di riabilitazione Maurizi. Un trio nel quale emerge il dottore chirurgo Gammarota che per entrare in funzione ha dovuto fare ricorso al Tar per fare invalidare l’annullamento della sua nomina dalla regione Marche il 8 gennaio 2016.

Una visita che vede Ceriscioli confrontarsi con il sindaco Baldelli. Il leader del “Patto di Piagge“, l’accordo che 13 sindaci tra cui quelli dei comuni di Pergola, Piagge, Fossombrone, San Lorenzo in Campo, Sant’Ippolito, Montecopiolo, Montefelcino, Montelabbate, Mondolfo e Cartoceto a cui si sono aggiunti ultimamente anche i componenti del gruppo di opposizione del consiglio comunale di Cantiano. Sindaci che bocciano l’ospedale unico e chiedono alla regione Marche di concertare con il territorio pesarese una nuova logica organizzativa per la rete ospedaliera. Per il “Patto“, l’attuale sistema proposto dalla riforma sanitaria marchigiana – quella che trasforma gli ospedali di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro in ospedali di Comunità, cancella i Punti di Pronto Intervento, li trasforma in Punti di Pronto Assistenza e sconvolge la rete di emergenza urgenza – non può dare risposte concrete ai bisogni reali di salute dei cittadini della provincia.

Una visita durante la quale i vertici pesaresi della sanità ed il presidente Ceriscioli dovranno anche rispondere al lungo elenco di fatti che, per il sindaco Francesco Baldelli, nonostante l’ospedale di Pergola sia nell’organigramma sanitario pesarese un ospedale di primo livello come Urbino, confermerebbe  che la Regione Marche sta depotenziando il SS Carlo e Donnino.

Un ospedale dunque che come I livelli dovrebbe servire un bacino d’utenza tra 150.000 e 300.000 abitanti, essere sede di DEA di I° livello, dotato di un notevole numero di specialità con servizio medico di guardia attiva, con la presenza H24 di  servizi di radiologia con Tac ed ecografia, laboratorio, servizio immunotrasfusionale.

Che però ha visto il suo Pronto Soccorso trasformarsi in un Punto di Pronto Intervento ed il suo personale  spostato; la chirurgia in funzione con solo tre chirurghi mentre prima erano in sei; cancellare gli interventi di chirurgia di media complessità con una prospettiva di day surgery; dirottati verso altri usi i due posti letto dedicati alla chirurgia di media complessità; assegnare alla riabilitazione solo tre dei cinque medici previsti in pianta e che devono prestare servizio anche a Fano e Fossombrone; una riduzione dei servizi di radiologia, del laboratorio analisi ed il servizio della farmacia interna all’ospedale trasformarsi in un desk dove depositare richieste scritte e ritirare i medicinali.

Insomma sabato, a Pergola, dovrebbe essere il giorno del  “question time“. A meno che, coloro i quali devono rispondere o quelli che hanno delle domande, non invochino il pretesto della visita ufficiale su cui aleggia sempre quel “non è il momento” che fa comodo a tutti. E nel porre le domande vanno inclusi anche quelli che siedono sui banchi dell’opposizione che finora hanno sempre messo in primo piano il loro fondamentale ruolo di mediatori e lanciato per primi un invito al governatore di venire nell’ospedale della città dei bronzi dorati.

Véronique Angeletti@civetta.tv

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