A Fabriano parte “Laboratorio 10”

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Giovedì 8 febbraio presso la Sala Consiliare dell’Ambito di Fabriano, è stato presentato Laboratorio 10, un progetto nato per costruire un sistema territoriale integrato per il sostegno dei disabili e delle loro famiglie sul territorio dell’Ambito Territoriale Sociale 10.

E’ basato sulla co-progettazione dei servizi tra istituzioni, organizzazioni, professionisti e famiglie. L’attuazione del Progetto è resa possibile dalla vittoria della Cooperativa Castelvecchio Service – con il supporto tecnico dell’Agenzia SocialNet per la progettazione – al bando “Welfare e Famiglia 2017” indetto dalla Fondazione CariVerona, ed avrà durata di circa 30 mesi.

Il Bando ha promosso il finanziamento di 14 progetti su 84 presentati in tutta Italia. Il progetto vede inoltre la fattiva collaborazione con i seguenti Partner: Comune di Fabriano, Unione Montana Esino-Frasassi, Asur Marche Area Vasta 2 – distretto Fabriano, Istituto Riabilitativo Santo Stefano, Centro per l’impiego di Fabriano, Consorzio Coser Fabriano Onlus, Istituti Scolastici “Italo Carloni-Morea Vivarelli”, “Aldo Moro”, “Sassoferrato”, Cooperative Sociali di tipo B: Reg-Incontra-Inkarta, Aziende del territorio come Tanning Pub e Pizzeria Da Lara.

Il Progetto Laboratorio 10 prevede la sperimentazione di un servizio innovativo co-progettato con le famiglie e centrato sulle loro esigenze, dove le stesse famiglie e gli altri stakeholder trovino uno spazio di confronto e costruzione di servizi e interventi.

Si tratta di una casa-laboratorio, localizzata a Fabriano e che avrà sede nei locali accanto al “c’era l’acca” ed in cui sono in avvio i lavori di ristrutturazione e ridistribuzione degli spazi, ma aperta a tutte le persone con disabilità medio-lieve residenti sul territorio dell’Ambito 10. Nella casa-laboratorio si sperimenteranno percorsi che consentiranno gradualmente ai beneficiari di raggiungere livelli di autonomia sempre maggiori a livello personale, domestico, relazionale e, in alcuni casi, lavorativo. Questo in un’ottica di benessere familiare, in cui la famiglia è alleviata dal peso della cura e può affrontare, insieme al disabile e ai servizi territoriali, una progettualità futura di cui il disabile stesso diviene protagonista, anche in una prospettiva di “dopo di noi”.

Il funzionamento della casa-laboratorio sarà organizzato in modo flessibile per venire incontro alle esigenze delle famiglie, in termini di: orari e giorni di apertura, spazi, attività specifiche. La casa sarà co-gestita dalle persone disabili che si occuperanno, insieme agli operatori, di svolgere attività quotidiane in cui diventeranno sempre più autonomi: prendersi cura di sé, cucinare, fare la spesa, fare pulizie, fare piccole commissioni. Oltre a questo si svilupperanno competenze di vita in ambiti quali: la comunicazione, l’orientamento, lo spostamento con i mezzi pubblici, il comportamento in strada e l’uso del denaro. Per chi può raggiungere queste competenze di autonomia, saranno accresciute ulteriori capacità utili nel mondo 2 dell’occupazione quali: capacità di collaborare, rispetto dei ruoli e delle regole, abilità specifiche, etc.

È prevista anche l’attivazione di laboratori specifici sulla base dei bisogni riscontrati, quali a titolo di esempio: laboratori creativi e artistici, teatro, musica, sport e attività fisica. I laboratori si terranno sia all’interno della casa-laboratorio sia all’esterno, con l’attivazione di percorsi di alternanza con le scuole; laboratori occupazionali in aziende e cooperative; esperienze di socialità in ambito sportivo, culturale e del volontariato. Lo sviluppo finale di questo percorso è rappresentato dalla sperimentazione della vita in autonomia in appartamento con inclusione lavorativa per un gruppo di persone che mostrino di avere acquisito le relative abilità.

Marco Salari, socio della Cooperativa Castelvecchio Service, ha sottolineato che: “Il tavolo di coprogettazione e l’analisi dei bisogni sono fondamentali per creare le fondamenta del progetto casa-laboratorio: non è un progetto pensato a monte, ma un progetto che si costruisce insieme alle famiglie per arrivare all’autonomia lavorativa ed abitativa delle persone”.

Lamberto Pellegrini, responsabile dell’Ambito, commenta: “Prima di tutto, complimenti alla Cooperativa per questa possibilità. Un servizio importante che va ad aggiungersi ed integrarsi con tutti i servizi già presenti nel territorio. Mi soffermo anche io sulla parola sperimentazione: poterlo sperimentare e rimodulare secondo il bisogno della persona e del territorio, è un valore aggiunto importante”.

Sabrina Banzato, rappresentante della Social Net, sottolinea: “Abbiamo l’occasione di dare vita ad un progetto innovativo, e come tale non ci dà certezza di ciò che avverrà ma possiamo tracciare una nuova rotta. La forza del progetto sta anche nella co-progettazione: un passaggio complesso, perché collaborare è a volte faticoso, ma è un’occasione fondamentale per integrare energie e risorse”.

Il Comune di Fabriano, nelle figure del Sindaco Gabriele Santarelli e dell’Assessore Simona Lupini, hanno condiviso e fortemente appoggiato il progetto, sia perché nasce per mettere insieme energie e collaborazione, partendo dai bisogni reali delle famiglie, sia perché di portata innovativa importante e con un impatto positivo sui servizi attuali e futuri. Se il progetto funzionerà, si ipotizza una sua prosecuzione nel tempo: anzi, è uno degli obiettivi a lungo termine.

da Uff. Stampa e Comunicazione Progetto “Laboratorio 10”

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