112, Umbria e Marche firmano intesa per l’attuazione del numero d’emergenza

presidenti Ceriscioli Marini Umbria MarcheCon questo accordo per la centrale unica per il 112, il nuovo numero di emergenza, compiamo un salto di qualità di grandissima rilevanza, aumentando notevolmente il grado di sicurezza per i cittadini italiani e soprattutto per quelli stranieri che potranno contare sul servizio multilingue“. Commenta così la Presidente della Regione Umbria la firma, avvenuta oggi a Roma, del protocollo d’intesa con la Regione Marche per l’attuazione del 1-1-2 Nue – Numero unico di emergenza europeo con la realizzazione di una centrale unica di risposta per le Regioni Marche e Umbria. A sottoscriverlo, i Presidenti delle due Regioni; nella stessa circostanza, le Regioni Marche e Toscana hanno siglato un “accordo di collaborazione” per l’attuazione di un sistema di “disaster recovery” tra le centrali uniche di risposta delle relative Regioni.Il servizio, che non riguarderà solo l’emergenza sanitaria del 118, ma convoglierà anche tutti gli altri numeri di emergenza – aggiunge la Presidente della Regione Umbria – garantirà anche una maggiore efficienza ed efficacia dei tempi di risposta, e quindi di intervento dei rispettivi organi e corpi interessati al tipo di chiamata. Con la Regione Marche – rileva – mettiamo insieme competenze e risorse, per una collaborazione che segna ormai una forte tradizione avendo già in comune la gestione del servizio di eliambulanza, oltre alla cooperazione dettata dalle tristi esperienze dei terremoti che hanno interessato le nostre regioni. E proprio pensando alle emergenze in caso di un sisma, l’attivazione del 112 assume la sua strategica rilevanza perché mette il sistema di protezione civile nelle migliori condizioni per poter intervenire in soccorso alle popolazioni. Accanto alla maggiore efficienza per la gestione di una emergenza, la centrale unica del 112 – prosegue – permetterà un significativo risparmio di risorse ed un utilizzo più razionale del personale. Altrettanto importante – conclude – l’accordo sottoscritto tra Umbria e Marche con la Regione Toscana per il ‘disaster recovery’ perché mette reciprocamente al riparo ciascuna delle centrali da ogni tipo di emergenza che dovesse bloccarne l’operatività”.

Con questa Centrale unica di risposta (Cur) per le emergenze con l’attivazione del Numero unico europeo (Nue) 112. Il servizio garantirà assistenza a una popolazione complessiva di oltre 2 milioni e 426 mila abitanti (1.538.055 nelle Marche e 888.908 in Umbria), per complessivi 229 comuni marchigiani e 92 umbri. La Cur si avvarrà della collaborazione tecnologica e informatica di quella costituita nella Toscana, per attivare, con un altro protocollo d’intesa, un reciproco “Disaster recovery”: un sistema tecnologico, logistico e organizzativo per ripristinare le infrastrutture informatiche indispensabili all’erogazione del servizio in caso di necessità o eventi imprevedibili. Assicurerà anche il “trabocco del traffico” nel caso in cui si verificasse un eccesso di chiamate di emergenza superiori al dimensionamento delle reti telefoniche di uno dei due Cur (Marche – Umbria e Toscana). I due protocolli sono stati firmati dal presidente Luca Ceriscioli con la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini e l’assessore della Toscana Vittorio Bugli. Le Marche provvederanno all’allestimento tecnologico, al reclutamento e formazione del personale, alla gestione operativa della Cur. Per queste attività si avvarranno delle proprie strutture regionali, del supporto dell’Azienda regionale emergenza urgenza della Regione Lombardia, della consulenza di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa). La Regione Umbria corrisponderà la rispettiva quota del servizio. Marche e Toscana si faranno invece carico degli onere relativi alle rispettive centrali.

Ceriscioli ha sottolineato la capacità di lavorare assieme con l’Umbria, nei settori dove la dimensione consente di garantire servizi migliori. Una collaborazione consolidata, in particolare, sui tavoli del sisma e delle infrastrutture comuni. La Cur è un passo avanti importante, in quanto assicura risposte veloci nell’emergenza, rispetto alle potenzialità delle centrali singole. Garantirà un servizio fornito in 14 lingue e sarà operativo entro il 2018. Marini ha evidenziato la stretta collaborazione con le Marche sui servizi sanitari, che vede già la condivisione dell’elisoccorso. Viene compiuto un salto di qualità di grande valore, aumentando la sicurezza secondo gli standard europei. Offrirà un servizio ai cittadini straordinario e importantissimo anche per i turisti e gli stranieri presenti sul territorio. L’assessore toscano ha ribadito l’importanza di condividere servizi comuni attraverso lo scambio delle singole esperienze in settori a elevato valore e contenuto tecnologico. Il numero unico 112 si usa per le chiamate di emergenza in tutta Europa e si sta applicando in Italia, dove già diverse Regioni l’hanno attivato (in attuazione della legge Madia), dopo una fase sperimentale che la Conferenza delle Regioni aveva incaricato a Lombardia, Liguria e Friuli. Qualsiasi numero di emergenza si componga (118,115, 113 e lo stesso 112 dei carabinieri), la telefonata confluisce nella Cur: l’operatore individua l’esigenza di chi chiama, localizza la sua posizione (tramite il Centro elaborazione dati del ministero dell’Intero) e smista l’allarme ai soccorritori. Si stima che in Italia, ogni giorno circa mille persone per milione di abitanti chiamino il servizio di emergenza, a volte con richieste inappropriate. Con il Nue sarà possibile filtrale e inoltrare solo quelle che si riferiscono a vere emergenze che necessitano di soccorsi tempestivi

presidenti regione Marche UmbriaLa firma del “Protocollo d’intesa per l’attuazione del 1-1-2 Nue – Numero unico di emergenza europeo con la realizzazione di una centrale unica di risposta per le Regioni Marche e Umbria” fa seguito all’accordo sottoscritto a Bruxelles il 15 giugno 2016, anche con la Regione Toscana, che ha previsto tra le priorità la realizzazione congiunta di una o più Centrali Uniche di Risposta (CUR) per l’attuazione del servizio del Numero Unico per chiamare i servizi di emergenza in tutti gli Stati dell’Unione europea e un sistema di backup/disaster recovery reciproco con l’istituenda CUR della Regione Toscana per la messa in sicurezza, in caso di eventi non previsti e/o di gravi disservizi, dell’operatività della Centrale unica di risposta e dei relativi dati posseduti dai sistemi informatici.

Per i benefici che ne deriveranno per i cittadini e per le strutture operative coinvolte, verrà realizzata un’unica Centrale Unica di Risposta per le Regioni Marche e Umbria, con sede presso l’Interporto di Jesi (AN), in modo da raggiungere un più ampio bacino d’utenza rispetto al piano generale. Interessata una popolazione che, complessivamente nelle due regioni, supera i 2 milioni e 400mila (al 1 gennaio 2017), di cui circa 237mila stranieri, cui si aggiungono i turisti. L’attivazione è prevista nel terzo trimestre del 2018. Il NUE 1-1-2 rappresenta un modello di servizio di emergenza unico: un servizio gratuito, con un numero semplice da memorizzare, in cui la standardizzazione delle soluzioni tecnologiche consente di dotare tutti i servizi di emergenza della funzione di localizzazione geografica del chiamante, della gestione dei sistemi di chiamata automatica da veicolo in movimento, dei servizi multilingua e dello scambio delle chiamate in modo integrato tra i quattro servizi di soccorso (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco ed Emergenza Sanitaria). Tutte le richieste di emergenza, sia da telefono fisso che mobile, confluiscono presso la Centrale Unica di Risposta CUR NUE 1-1-2, che si pone come filtro attivo tra il cittadino che segnala una situazione di emergenza e le attuali centrali operative esistenti.

La Centrale Unica, dunque, si occupa della ricezione delle chiamate, della gestione del primo contatto e le smista all’ente competente per la gestione dell’evento di emergenza: Arma dei Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Vigili del Fuoco (115), Emergenza Sanitaria (118). Il NUE “112” non ha competenza sulla “gestione operativa” dell’emergenza, ma sono le quattro Centrali Operative a gestire direttamente la situazione segnalata.

Con la firma del protocollo d’intesa, la Regione Umbria si impegna a contribuire alle spese per la Centrale Unica di Risposta  nella misura annua di € 1,26/ab. residente (ab. 888.908 – dati ISTAT al 1° gennaio 2017), per circa 1 milione e 120mila euro all’anno per tutto il triennio di validità del Protocollo d’Intesa e, comunque, a partire dall’effettiva attivazione della CUR. Metterà a disposizione della Regione Marche, inoltre, anche proprio personale che collaborerà per le attività di messa in esercizio della CUR. Per regolamentare il funzionamento della CUR nei territori di Umbria e Marche, le due Regioni redigeranno un disciplinare tecnico-operativo.

Fonti : Agenzia Umbria notizie e Ufficio Stampa Regione Marche

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