Frasassi : il Cai di Jesi scopre una grotta ancora da esplorare ma che fa “sognare”

WhatsApp Image 2018-09-29 at 18.02.42Genga – Un’altra grotta si aggiunge al patrimonio ipogeo di Frasassi. Il rinvenimento è del gruppo speleologico Cai Jesi che​, ​​a fine settembre, ha ufficializzato la scoperta di una nuova cavità registrandola al catasto delle Marche come “Grotta della Via Crucis”. Un bel regalo per Frasassi che proprio​ domenica 30 settembre celebrava il 47esimo anniversario della scoperta delle grotte, avvenuta il 25 settembre del 1971, affidando i turisti a guide eccezionali ossia ai primi ad aver osato scendere nella Grotta Grande del Vento e ad aver svelato al mondo il meraviglioso complesso.
Certo, paragonata alla maestà di questa immensa sala, la “grotta della Via Crucis” è decisamente piccolina. Sulla sua precisa localizzazione domina il “no comment”: si sa solo che è sul monte Frasassi, versante San Vittore di Genga. Sibillino, il Cai Jesi conferma solo che «recentemente, il nostro associato speleologo Antonio Piazza ha localizzato una piccola cavità dalla quale fuoriesce dell’aria»; che «per verificare la possibilità di una prosecuzione è stato eseguito un breve scavo che ha portato attualmente ad uno sviluppo di circa 8 m di lunghezza e 1 di diametro»: che «dal momento che le misure consentono l’accatastamento come grotta, la cavità è stata registrata a unico titolo di paternità»; ma che siccome «allo stato attuale, la parte finale è ancora ostruita da materiale franoso di dimensioni variabili è prevista la prosecuzione dei lavori di disostruzione.» Tradotto: la grotta è piccola ma piena di detriti che una volta tolti potrebbero svelare l’accesso ad un altro fantastico mondo ipogeo.
Il che costituirebbe una vera e propria svolta. Poiché se è vero, come si ipotizza, che il sistema carsico su Frasassi deve essere molto più ampio di quello esplorato e mappato in questi ultimi cinquanta anni, è altrettanto vero che i tentativi di esplorazione dalla scoperta delle Grotte di Frasassi non hanno dato finora molti risultati sulla speleogenesi del comprensorio. Il che  focalizza l’attenzione di speleologi e di geologi sulla “Grotta della Via Crucis.
WhatsApp Image 2018-09-29 at 18.02.23A tradire la sua presenza un debole e tenue soffio d’aria che nonostante gli ostacoli (mucchi di detriti di rocce franate e piante) risultava costante. Segno inconfondibile di un’apertura che una volta ​p stata ​liberata del tutto ​ha consentito la fuoriuscita di una consistente e significativa corrente di aria fredda​ – mentre all’esterno il termometro segnava 32 gradi, ​l’aria ​non superava gli 11 gradi​-​. E’ stato Antonio Piazza​​ a scavarla per primo supportato da uno studio geologico tuttora in corso e dal gruppo degli speleologi  di Jesi che lo hanno monitorato durante la sua discesa.
Inoltre il fatto che la grotta si trovi in «un’area geologicamente importante» e che il vento  in uscita «non presenti  inversioni dinamiche», fa pensare che la cavità «funga da ingresso meteo e dunque si sviluppi all’interno della montagna».
Poi impossibile non pensare alla similitudine delle dinamiche tra la scoperta della “Grotta della Via Crucis” da parte del Cai Jesi e quella delle Grotte di Frasassi nel ’71. Quando il Gruppo Speleo Cai Ancona, sulle pendici nord del monte Vallemontagnana, scoprì un piccolo imbocco e riusci ad aprire un varco in una saletta dove da numerose aperture fuoriuscivano correnti d’aria; quando  dopo aver scavato per giorni, s’inoltrarono in una strettoia fino ad arrivare sul ciglio di un vuoto dove gettarono un sasso che non finiva mai di cadere e scoprirono la magia delle stalagtite e stalagmite della Grotta Grande del Vento accesso ad un mondo magico, raro, unico.
Grotte che ​festeggiavano proprio l’ultima domenica di settembre la loro scoperto con guide eccezionali: gli speleologi del Cai e scopritori di Frasassi Fabio Sturba, Giuseppe Gambelli, Maurizio Bolognini, Costantino Cioffi, Fabio Bentivoglio, Giorgio Lacopo e Giovanni Cerri.
Véronique Angeletti​@civetta.tv
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