L’Area Vasta2 pensa trasferire infermieri e oss da Sassoferrato e Filottrano a Fabriano e Jesi

Il reparto delle Cure Intermedie di Sassoferrato completamente rinnovato Il reparto delle Cure Intermedie dell’ospedale di Comunità Sant’Antonio Abate di Sassoferrato completamente rinnovato

Sassoferrato – L’organico dell’Engles Profili di Fabriano e Urbani di Jesi al collasso. I due nosocomi cercano ossigeno nel personale Asur di servizio a Sassoferrato e  Filottrano. Corre ai ripari l’area vasta 2 e voci sostengono che pensa risolvere i problemi dei due presidi trasferendo a Fabriano il personale asur infermieristico (12) ed oss (9) in servizio alle Cure Intermedie (CI) e alla Rsa dell’ospedale sentinate e a Jesi, gli 6 infermieri e 8 oss della Rsa di Filottrano. Un ipotesi che prende campo e preoccupa, e molto, i dipendenti che ieri pomeriggio a Sassoferrato hanno incontrato i sindacalisti della Fials.
I componenti Rsu- Fp Cgil dell'area vasta 2 Giacomo Mancinelli (lavora all'ospedale di Jesi), Salvatore Viscio (al 118 e Rsa di Filottrano) e Valentino Tesei (uffici amministrativi di Fabriano).

I componenti Rsu- Fp Cgil dell’area vasta 2 Giacomo Mancinelli (lavora all’ospedale di Jesi), Salvatore Viscio (al 118 e Rsa di Filottrano) e Valentino Tesei (uffici amministrativi di Fabriano)

 «La mancanza di personale è un dato oggettivo» commentano i componenti Rsu- Fp Cgil dell’area vasta 2 Giacomo Mancinelli (lavora all’ospedale di Jesi),  Salvatore Viscio (al 118 e Rsa di Filottrano) e Valentino Tesei (uffici amministrativi di Fabriano). «Turni forzati, niente ferie, tutti i reparti lavorano sotto organico e con la scusa che esiste una “relativa difficoltà a reperire personale”, la direzione vuole trasferire verso gli ospedali per acuti il personale Asur che lavora in  strutture fondamentali come le Rsa e le C.I. che già sono carente e non hanno l’autosufficienza organizzativa. Una logistica che  asseconda un processo voluto di privatizzazione della sanità pubblica».
Lo dimostrano partendo proprio dalla carenza di personale. «È dal 2011 – affermano – che non c’è stata una sola assunzione né d’infermiere, né di Oss in tutta l’area vasta 2. Sfruttano addirittura le graduatorie delle altre aree. Finora c’è stata solo stabilizzazione di precari e l’organico non è stato mai aumentato, anzi con i pensionamenti è pure diminuito». La chiamano “l’odissea dei concorsi”. Un susseguirsi dal 2011 di chiamate indette e poi revocate che non sono mai arrivate a termine. «L’ultima chiamata è del 12 marzo scorso per 33 posti di infermieri e vale per tutta la regione. Solo 20 sono per l’anconetano. Mentre otto anni fa il concorso pubblico specifico alla provincia di Ancona. riguardava 73 infermieri e ben 15 oss».
Sollevano dubbi anche sulla “visione” del nuovo piano sanitario della Giunta Ceriscioli. «Afferma spostare attenzioni ed investimenti “dall’Ospedale al territorio” e dunque di voler dare rilievo all’Asur, l’ente che svolge la maggior parte dei servizi territoriali tra cui le strutture residenziali come le C.I. e le Rsa. Tuttavia nella delibera del 28 gennaio che fissa un tetto al costo del personale nella sanità marchigiana, si taglia complessivamente 13 milioni e la scure pesante cade sull’Asur che avrà quest’anno 16 milioni in meno. Il che – concludono – offre ampi spazi di manovra al privato e ad uno smantellamento della sanità pubblica accampando giustificazioni finte». Qui i dati del tetto del costo del personale Asur
Véronique Angeletti @civetta.tv