Il primo corso “speleo” dove Frasassi e le Grotte sono “metafora della vita”

Il profilo della Strega - Grotte di Frasassi (Genga)

Il profilo della Strega – Grotte di Frasassi (Genga)

 

Genga – La terra, la natura nascosta, scuola di vita per minori sottoposti a procedimento penale. Domenica 7 aprile, un gruppo di ragazzi ha seguito una prima lezione del corso ideato nel 2018 dal “Gruppo Speleologico Marchigiano” per festeggiare i 70 anni dalla fondazione dell’associazione. Un percorso formativo dove le grotte sono la metafora di un mondo naturale freddo, buio, claustrofobico, inospitale, senza riferimenti per il tempo e lo spazio, ma tali e quali alla vita, ricche di sorprese ed emozionanti. 

Il geologo Alessandro Montanari

Il geologo Alessandro Montanari

Promotori d’eccellenza gli “scopritori” dell’Abisso Ancona, i fratelli Maurizio e Mauro Bolognini che hanno coinvolto per gli aspetti ecologici, floristici e faunistici Jacopo Angelini del comitato tecnico scientifico del Parco regionale delle Gole della Rossa e di Frasassi e l’ex docente all’università californiana di Berkeley, il geologo Alessandro Montanari, attuale direttore dell’osservatorio geologico di Coldigioco di Apiro. Nella prima tappa, l’osservatorio e il percorso turistico delle grotte sono state le sedi della lezione teorica mentre le prossime cinque saranno pratiche e impartite dal coordinatore delle scuole di speleologia Daniele Ferranti e da Sara Camilletti, istruttrice della Scuola di Speleologia di Montelago.
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Un corso che s’inserisce nei percorsi formativi per i ragazzi sottoposti al provvedimento di messa alla prova programmati dall’Ufficio Servizio Sociale Minori di Ancona e che ha subito ricevuto l’approvazione del Garante dei diritti di adulti e bambini, Andrea Nobili. Per l’ombudsman delle Marche «è importante per il loro percorso di crescita perché in una grotta si scende e poi si risale in superficie ed è la metafora del risalire e del rialzarsi dopo momenti di disagio e di difficoltà». 
Iniziativa sostenuta anche dal presidente del tribunale per i minori delle Marche, Vincenzo Capezza, per cui «lo sport a contatto con la natura ha tutti i vantaggi fisici e spirituali dello sport e consente di mettersi alla prova e accettare le sfide e le rinunce. Il che aiuta ad affrontare più forti le sfide della vita».
Pensieri condivisi domenica dai ragazzi, che spontaneamente hanno riconosciuto la similitudine tra l’ostilità dell’ambiente ipogeo e la vita, evidenziandone gli aspetti nascosti, ma che avvicinati con curiosità, coraggio ed impegno svelano tanti meravigliosi segreti, dimostrando una maturità acquisita anche attraverso i percorsi formativi “Bulli nell’arte”, progetto di educazione all’estetica e al bello e “Dare voce ai conflitti” curati da Walking for di Jesi e dalla Cooperativa Vivere Verde di Senigallia.
Véronique Angeletti@civetta.tv
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