La Rsu dell’Av2 bussa alla porta dei sindaci di Fabriano, Jesi e Senigallia prima dell’Assemblea

Santità, è sempre tema caldo

Fabriano – Mentre si aspetta la nomina del nuovo direttore dell’Area Vasta 2 (Av2) da parte della regione, la Rsu della sanità anconetana anticipa la Conferenza dei Sindaci programmata dall’Asur e bussa direttamente alle porte dei sindaci di Senigallia, Jesi e Fabriano.

Chiede un incontro con Mangialardi, Bracci e Santarelli, sindaci che hanno un ospedale per acuti. L’obiettivo è parlare della tutela dei lavoratori ma anche quanto la riorganizzazione “estiva” potrebbe mettere a rischio la tutela della salute.

«L’incontro viene dall’esigenza comune di confrontarsi sul piano ferie, sul piano occupazionale, su tutte le questioni della sanità – spiega Michele Stronati, il coordinatore delle Rsu dell’Area vasta2 -. Anche perché tutti finora si sono espressi, dai sindacati all’Asur, dal tribunale del malato a chi fa politica ma è necessario far un punto della situazione affinché i sindaci abbino prima dell’assemblea una visione corretta ed aggiornata sullo stato delle cose».

Reagisce all’accusa dell’Asur che le riflessioni sullo stato della sanità nella provincia di Ancona da parte dei sindacati sono prive di fondamento tecnico e provocano allarmismo.

Pertanto riparte dal piano ferie, operativo dal 1 giugno, costruito con un riassetto fatto di accorpamenti di reparti e di riduzione del numero dei posti letto .

«Dobbiamo raccontare la realtà dei fatti – prosegue – dimostrare che in ogni ospedale il piano 2019 è del tutto diverso di quello applicato nel 2018. Quest’estate ad esempio per la prima volta il reparto di degenza della Clinica Universitaria Reumatologica di Jesi è accorpato con il reparto ortopedia. Ed un caso emblematico. Per garantire le ferie non si possono trasferire infermieri turnisti H 24 da un settore all’altro e da un giorno all’altro. Non è questione di professionalità ma del fatto che tanti sono i reparti che necessitano un graduale processo d’inserimento».

Poi ci sono gli scogli del numero dei pensionamenti e dell’impatto reale delle “quota 100”, il tasso reale di occupazione dei posti letto che. secondo Michele Stronati, devono essere richiesti dai sindaci.

«Dati fondamentali che devono chiedere per avere un quadro chiaro di riferimento e capire se, e come, i servizi saranno mantenuti e se coprono i fabbisogno di salute e di cura della popolazione».

Sul tavolo tecnico tra i tre sindaci e la Rsu, ovviamente la sforbiciata di quasi 4,5 milioni di euro al tetto del costo del personale dell’AV2 per il 2019, la recente proroga dei 300 contratti a tempo determinato e come compensano il grave problema del personale, l’importanza di ottenere i 2,7 milioni necessari all’assunzione di 70 persone richiesto dall’ex direttore Coacci.

Dati che l’Asur contesta.

Per il direttore Alessandro Marini, il piano ferie 2019 è in linea con i piani ferie degli anni precedenti e le 300 proroghe inserite nel piano 2019-2021 al netto consentono un incremento di personale di ben 182 unità se paragonato al 2014. Ribadisce che esiste un pacchetto normativo nazionale che prevede il pareggio costi/produzione per ogni presidio ospedaliero ed impone nuove dinamiche pena la dismissione delle strutture. «Tema, quello del pareggio, su cui la Rsu vorrà discutere – interviene Stronati – e chiederà tutti i dati disponibili dell’Asur».

Véronique Angeletti@civetta.tv