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Soccorsi da manuale: Frasassi, palestra sicura a cielo aperto per sport estremi

Genga_log_6Genga – Doveva essere una banale arrampicata, di quelle scalate plaisir che non impegnano molte forze e richiedono un minimo di capacità ma è proprio su una via corta, di quelle monotiri, nella grotta che ospita l’eremo di Santa Maria Infra Saxa, il santuario della Madonna di Frasassi, che ieri, verso le 9.30 di mattina, lo scalatore esperto Emanuele Marziali, 49enne, frate al convento di Macerata, è caduto e si è ferito alla testa e alle gambe. Una “scivolata” da un’altezza di cinque metri, bloccata dall’amico di cordata Francesco dopo 3 metri di caduta libera che non ha evitato al frate di rimbalzare sulla roccia. Nella grotta, non sono soli. Tra gli altri sportivi con moschettoni, corde e sacchettino di magnesio, c’è un vigile del fuoco fuori servizio di Fabriano. È lui che presta le prime cure al ferito e lancia l’allarme dando il via alla macchina del soccorso che, dopo solo cinquanta minuti dalla segnalazione, ha trasportato a Fabriano il frate al Pronto Soccorso del Profili. Un soccorso celere che avvalla la naturale vocazione del cuore verde delle Marche, del Parco regionale e del comune di Genga, di ospitare eventi importanti di sport estremi. Un territorio che si appresta ad essere il palcoscenico della sesta edizione del Free Climbing Festival, il prossimo 6-7-8 settembre, i tre giorni outdoor che fanno delle falesie che orlano le gole della Rossa e di Frasassi, la capitale mondiale dell’arrampicata sportiva.

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La dinamica del soccorso sia nei tempi, sia nei modi è da manuale. Appena lanciato l’allarme, dalla piattaforma di Ancona, si è alzata in volo l’eliambulanza “Icaro I” che, sulla piccola strada che s’inerpica per raggiungere il Santuario, molto vicino alla grotta, è riusciti a calare un medico. È stato lui a portare le prime cure a frate Emanuele, ad accertare che trasportarlo con l’eliambulanza non era necessario e ad affidarlo agli uomini del Cnsas, del corpo nazionale soccorso alpino speleologico, e ai vigili del fuoco di Fabriano arrivati con un fuoristrada (la stradina è troppo stretta per lasciar passare un’ambulanza ndr). E mentre il medico dell’elisoccorso ritornava a bordo issandosi con un verricello, i vigili del fuoco hanno fatto scendere il ferito a valle per raggiungere la gola e i medici, infermiere ed autista del Potes sull’ambulanza della Croce Rossa di Sassoferrato. Un altro accertamento dello suo stato, e il trasporto al nosocomio di Fabriano per curare le escoriazioni al volto e verificare eventuali fratture alle gambe.

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Intanto forse non è un caso se Emanuele Marziali era proprio in cordata su una via aperta sopra al Santuario di Frasassi. Frate Capuccino da 29 anni, oltre ad aver una ricca vita francescana che ha vissuto in tanti luoghi vicini e lontani è un appassionato di escursioni, di montagna, di campeggio, di passeggiate. Nato a Ponzano di Fermo, è stato scout, ha lavorato a fianco ai giovani, è stato missionario nel Benin per 4 anni, ha accolto i pellegrini nel Santuario di Loreto e oggi assiste i frati Capuccini anziani e ammalati a Macerata in un convento trasformato in una casa di riposo. Partendo dal fatto che nelle Marche ci sono tanti luoghi di spiritualità, sta proponendo un percorso francescano a tappe che fa dialogare i pellegrini con chi oggi segue con entusiasma San Francesco. La realtà Mariana a Loreto, quella missionaria a Recanati, quella pastorale parrocchiale e fraterna a Macerata o sociale a San Severino Marche. Proposta che forse lo ha fatto vedere nella via monotiro all’interno della grotta-scrigno dell’eremo Infra Saxa una sosta sulla Loreto-Assisi.

Véronique Angeletti@civetta.tv

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