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SS’Abbondio, altra tappa della “Route Destinazione Frasassi” che collega le Grotte alla Città del Duca

IMG_20190907_122728Serra Sant’Abbondio  – Si rafforza il ruolo da regista del Consorzio Frasassi nelle alte terre tra l’anconetano e il pesarese. Un altro accordo, questa volta con Serra Sant’Abbondio, potenzia “Destinazione Frasassi” , il progetto che crea una route con un marketing strategico specifico tra Genga, le Grotte e la città ducale di Urbino. L’intesa è stata siglata ieri nella sala del consiglio comunale del piccolo borgo medievale. In rappresentanza dell’ente consortile, il Sindaco di Genga Marco Filipponi e il  vice sindaco Davide Bruffa, e per  il Comune di Serra Sant’Abbondio, il  Sindaco Ludovico Caverni e i consiglieri Manuela Ciaruffoli e Augusto Santi.

L’intesa prevede che i due poli si promuoveranno l’un l’altro nei propri spazi di competenza e annuncia che il Consorzio s’impegna a sostenere la candidatura a patrimonio immateriale Unesco del codice camaldolese per la gestione delle foreste del Casentino e della gestione avellanite dell’agricoltura.  La marcia in più però sta nelle sue motivazioni: considera la posizione turistica dominante del piccolo borgo medievale come un tassello di un percorso storico-culturale dove già diverse grande realtà turistiche hanno chiuso accordi di promozione incrociata siglati dall’inizio di quest’anno.
Un percorso dove  Urbino, patrimonio Unesco, Acqualagna e il suo Museo interattivo dedicato al tartufo, Pergola e il Museo dei Bronzi Dorati, hanno già siglato accordi con sconti per chi ha visitato uno dei  poli e le Grotte. Territori che fanno parte di una route che si snoda in un paesaggio incontaminato e poco antropizzato dove il borgo medievale serrano è anche lui tappa.

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Considera dunque Serra Sant’ Abbondio come un asset nel territorio. Una porta tra le province di Ancona e Pesaro, la culla del monastero camaldolese di Fonte Avellana, meta ogni anno di almeno 20mila pellegrini, il custode della parte orientale del Massiccio del Catria, scrigno di biodiversità, essendo la comunanza degli uomini originari di Serra Sant’Abbondio proprietaria di estesi pascoli e di rifugi per escursionisti. Infine, tiene conto del fatto che Serra dovrebbe a breve inaugurare un museo etno-antropologico che mette in evidenza la  cultura rurale e montana della sua comunità ed è molto simile a quella gengarina vanto del Parco Naturale regionale della Gola di Frasassi e della Rossa e al centro del progetto del suo Museo delle Arti e tradizioni popolari.

Véronique Angeletti@civetta.tv

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