“Giornate d’Autunno” del Fai a Sassoferrato: visite guidate al Convento La Pace

Foto sito web "I luoghi del silenzio" - Convento La Pace di Sassoferrato

Foto sito web “I luoghi del silenzio” – Convento La Pace di Sassoferrato

Sassoferrato – Tra le 260 città, i 700 luoghi e i 140 itinerari di tutt’Italia coinvolti dal Fondo Ambiente Italiano nelle stupende “Giornate d’Autunno” che si svolgeranno sabato 12 e domenica 13 ottobre, Sassoferrato è di nuovo ben presente. In quest’edizione, tra l’altro dedicata al poeta Giacomo Leopardi, visite organizzate per (ri)scoprire due straordinari tesori: la chiesa e il convento di Santa Maria della Pace che, imponente, vigila sul sentinate e la chiesetta detta delle Ginestrelle a Catobagli, sorta all’incrocio dell’antica strada che collegava l’entroterra montano al mare.

L’iniziativa, alla sua ottava edizione, promossa dal gruppo Fai Fabriano-Genga-Sassoferrato guidato dalla professoressa Rossella Quagliarini, coinvolgerà nelle visite guidate i giovani ciceroni del liceo Vito Volterra sentinate. Visite a contributo volontario che vanno a sostegno della raccolta fondi del FAI – Fondo Ambiente Italiano “Ricordati di salvare l’Italia”.

Orari delle viste: sabato 12 ottobre dalle 15 alle 18.30 e domenica 13 ottobre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Risale al 1507 la prima menzione della chiesa di Santa Maria della Pace e del convento dei Minori Osservanti. Anche se i lavori di edificazione della chiesa iniziarono solo nel 1512 e si conclusero nel 1518. Il complesso fu rimaneggiato più volte. L’attuale configurazione architettonica della chiesa risale al Settecento ed è opera del conte Roberto di Genga che la fece ristrutturare completamente. È tra la fine degli anni ’50 ed inizio ’60 del secolo scorso che fu realizzato un significativo ampliamento con la costruzione di un grande padiglione per ospitare il collegio. Cela preziosi tesori. Nel pregevole chiostro ci sono affreschi opere di Tarquinio Salvi, padre di Giovan Battista, e del fratello Francesco. Tra i suoi benefattori: i Fornaciari di Catozzi e i conti di Genga.

Vi si conservano importanti opere, quali:
Sacra Famiglia e Santi e La morte di San Giuseppe di P. Atanasio Favini;
Sacra Famiglia e Santi, dipinta nel 1579 da Ercole Ramazzani;
San Francesco sul monte della Verna e Giudizio universale di Alessandro Bruschetti;
Resurrezione di Floriano Ippoliti;
La Madonna di Loreto, Profeti e Angeli, Visitazione della Vergine a S.Elisabetta e Circoncisione di Arturo Cicchi;
Madonna Immacolata di autore anonimo del Sec. XIX
Storie della vita di San Francesco di Tarquinio Salvi
Statue in gesso del sec. XVII.

Véronique Angeletti

È merito dell’“Indiana Jones”, Enrico Alessandrelli, detto Ricuccio e poi del Gaaum, del gruppo archeologico locale, se San Pietro di Capoggi, anticamente San Pietro de Giglionibus, dipendenza fin dal XII secolo dell’Abbazia di San Silvestro di Nonantola presso Modena, è di nuovo aperta al culto. Ma anche merito della Soprintendenza e dell’architetto Alessandra Pacheco se è stata superbamente recuperata e perfino piantate ginestre per dare corpo all’affettuoso nomignolo di “chiesetta delle ginestrelle”. Una chiesa considerata come la più antica del territorio sassoferratese che, racconta il prof. Bruno Cenni “nelle tradizioni ospitava l’antico rituale dei serpari per la festa di S. Antonio Abate, simile a quello che ancora oggi si svolge a Cucullo in Abruzzo, onde far capire che sotto terra non albergano solo le forze del male, ma forme di vita viventi diverse, che la società agraria conosceva e di cui non aveva paura”. Al suo interno un altare regalato dall’ebanista Oliviero Santinelli di Capoggi, manufatto straordinario perché ricavato dal tronco dell’imponente quercia “secca” che, poco lontana, segnava l’incrocio verso la chiesa, ed un leggio sempre ad opera di Santinelli regalato da Roberta Marsili e Francesco Chiavarini che si scambiarono i voti di fedeltà dopo la sua riapertura nel 2015.

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