Giovane papà di 42 anni, un tumore sotto controllo, invalido all’85% ma l’Inps revoca l’assegno

foto offuscataGabicce – Negato l’assegno d’invalidità. Una decisione dell’Inps di Pesaro sta condizionando purtroppo negativamente la vita di una famiglia di Gabicce. Si tratta di quella del quarantaduenne Simone Filippini, nato a Sassoferrato in provincia di Ancona, che purtroppo, dal 2015, si è ammalato di “Policitemia Vera”. Un raro tumore del sangue che ha addirittura paralizzato le sue gambe per quasi un anno e lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle. Condizione che Simone, con tenacia e tanto coraggio, è riuscito a superare ed è perfino ritornato a lavorare. Di professione fa il metalmeccanico ed oggi, forte di un certificato rilasciato dopo visita medica a Rimini, svolge mansioni con tempi e modi adattati alle sue condizioni in un’azienda ai confini del pesarese. Un futuro che però rimane sempre in forse ma che, per la moglie Valentina e più di tutto per la sua piccola Giada di solo 4 anni, affronta con grinta se non ci fosse quella lettera dell’Inps consegnata pochi giorni fa. Conferma che l’assegno di sostegno non sarà più versato e dunque sembra contestare lo stato d’invalidità.

«Siamo sposati dal 2009 – spiega la moglie Valentina Guidi -, nostra figlia è nata nel 2015. Quando Simone ha iniziato ad ammalarsi, aveva solo 3 mesi. Avvertiva solo un gran mal di gambe che, all’inizio, abbiamo confuso con una sciatalgia ma poi, quando è passato all’altra gamba, il medico lo ha costretto ad andare al Pronto Soccorso». Due mesi dopo, Simone si muove solo con una sedia a rotelle. Diagnosi: un raro tumore al sangue.
«Non mi soffermo sul fatto che siamo stati abbandonati a noi stessi – prosegue Valentina -. Da soli, abbiamo dovuto cercare un centro per fare fisioterapia. Ma l’importante è che mio marito ha ripreso la sua vita sotto controllo e addirittura è ritornato a lavorare». Con un’invalidità civile dell’85% però, riconosciuta dalla commissione di Pesaro a gennaio 2018. Valutazione con cui Simone bussa al Poliambulatorio San Gaudenzio, specializzato nella Medicina del Lavoro, al fine di ottenere una visita medica che definisca esattamente le prescrizioni e possa ritornare al lavoro. «Pertanto – precisa Valentina – oggi fa lo spedizioniere ma con modalità consone al suo stato fisico».
Condizioni che adesso l’Inps ha contestato togliendo l’assegno e anche non riconoscendogli i benefici della legge 104.

«Non è solo una questione di soldi – aggiunge Valentina – anche se sono importantissimi in una famiglia come la nostra che è monoreddito. Ma temiamo che questa negazione dello stato di malattia di mio marito Simone scateni un insieme di conseguenze anche dal punto di vista lavorativo. Poi, sta minando quella fiducia nel futuro che, con grande fatica, eravamo riusciti a ritrovare. Speranze che abbiamo conquistate man mano che faceva progressi con la fisioterapia, poi quando è riuscito a ritornare in azienda, ad avere una vita normale nonostante che la malattia sia lì subdola ma finora, per fortuna, sotto controllo. Oggi con questa decisione l’Inps ha gettato un velo nero su un futuro che iniziavamo a intravedere più sicuro». Simone e Valentina stanno studiando il ricorso in tribunale. Ma prima devono fare i conti con i costi.

Véronique Angeletti@Civetta.tv

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