Giochi, internet, sesso: i sintomi per capire chi in famiglia vive una dipendenza e come aiutare

14. Group Therapy RoomArcevia – Non solo da droghe, da psicofarmarci o da alcool ma si può essere dipendenti dal lavoro, dallo shopping compulsivo, dalla ricerca incessante di esperienze sentimentali. Oggi le dipendenze sono comportamentali e anche il frutto della tecnologia. La rete spinge all’uso sfrenato delle relazioni virtuali, del cybersesso, del gioco online, intrappola perfino con il suo eccesso d’informazione. Attività banali come fare acquisti, navigare, giocare possono andare fuori controllo, rovinare psicologicamente e materialmente individui e intere famiglie.
Devianze che esprimono un disagio psichico profondo e un malessere sociale che non a caso si chiamano “new addiction”. Deriva dal latino “addictus”. Per gli antichi romani indicava chi diventava schiavo per colpa dei debiti protratti e lo rimaneva fino alla loro estinzione, oggi è l’individuo schiavo della propria condotta.
Dipendenze che richiedono metodi di cura e terapie efficaci e di cui si occupa il “San Nicola”. Un centro di recupero a Piticchio di Arcevia specializzato nel trattamento di dipendenze da sostanze come alcool, cocaina, cannabis e nuove droghe ma anche di dipendenze comportamentali da sesso, da gioco e da internet.
Villa - Silvia - Dott. Vincenzo Aliotta
«Se il proprio benessere dipende solo da comportamenti gratificatori, allora c’è dipendenza» spiega Vincenzo Aliotta, tra i massimi esperti nei percorsi riabilitativi da dipendenze, direttore di Villa Silvia fondata nel 1963 a Senigallia dal padre, il professore Nicola Aliotta, e fondatore del centro San Nicola nel 2013, unico per la residenzialità breve (2 mesi) nel panorama terapeutico in Italia e tra i poli d’eccellenza in Europa.

«La società altamente tecnologica aumenta la diffusione dell’informazione ma crea confusione tra vita pubblica e privata, azzera la socialità. La rete ha tecnologie che stressano, creano il vuoto, fa sentire l’individuo solo e mette a disposizione strumenti come il computer, lo smartphone, i social che porta ad abusi. L’uso in modo esasperato di foto, video, selfie è solo un esempio di strumenti che gratificano immediatamente. Per chi ha dipendenza, il comportamento è positivo mentre lo rovina. Ed è proprio quando diventa consapevole che si sta danneggiando, che il paziente si rivolge a noi».

Chi vive la dipendenza lo avverte «Nella compulsività – prosegue il dott. Aliotta –, incapace di resistere nell’assumere la sostanza o a un determinato comportamento; nell’intenso desiderio che precede l’assunzione o il comportamento; nel piacere del momento; nella sensazione di non controllarsi; nella consapevolezza delle conseguenze negative, dei rischi per la salute, per il suo equilibrio mentale ma che non gli impedisce di persistere perché astenersi è impossibile e la dipendenza è ossessiva».

Una patologia che manda i suoi segnali. «Variano a secondo della persona – precisa il Dott. Aliotta – ma spesso chi ne soffre è solo, si isola, ha repentini cambiamenti di umore, dice bugie, ha sintomi psicosomatici come mal di stomaco, insonnia, emicrania, compromette relazioni con i parenti, ha misteriose frequentazioni, commette azioni irresponsabili o illegali pur di procurarsi il denaro per comprare droga, alcool, gratta e vinci, l’illusione di trovare una soluzione alla povertà».

Occhio infine ai videogiochi, ai giochi di ruolo, in cui trionfa un soggetto protagonista, iperstimolato dal punto di vista sensoriale, che supera
i suoi disagi interiori immergendosi nella fantasia, perde il senso della realtà e crede tutto come permesso e possibile.

Véronique Angeletti@Civetta.tv

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 Le dipendenze sono patologie che hanno il loro decorso e nascono da un processo che dall’uso sociale, conviviale passa alla dipendenza. Una lotta in cui la cura è importante ma altrettanto la prevenzione.
«Nel centro San Nicola – spiega la dott. Elena Mattioli, psicoterapeuta e coordinatrice terapeutica della struttura – ci occupiamo di dipendenza ad ampio spettro e dunque dell’alcool, delle droghe, del gioco, del sesso. È un percorso di recupero bio psicosociale che si occupa della persona, del suo contesto di vita e dunque del nucleo familiare.
In questi anni di esperienza nel campo clinico e psicopatologico unito al lavoro di formazione che facciamo all’interno della struttura e di supervisione, abbiamo sviluppato una sensibilità e una visione legata all’aspetto preventivo.
Insomma anhe sulle cause che hanno scatenato la dipendenza e in tal modo siamo in possesso degli elementi che ci permettono di intervenire prima per colmare il gap e prima che insorga la problematica a disposizione di tutti».
Per chi vuole informarsi e chiedere aiuto: 
https://www.centrosannicola.com/