Branca diventa un Centro emergenza Coronavirus senza aver consultati i Sindaci

Ospedale Branca

#coronavirusUmbria – <<Da ieri anche a Gubbio è stato accertato il primo caso di Coronavirus – annuncia il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati – la situazione è assolutamente sotto controllo e la persona non ha gravi conseguenze dal punto di vista fisico. Abbiamo dato subito seguito all’attivazione del COC (Centro operativo comunale) anche se di fatto da molti giorni stiamo operando in sinergia con le altre istituzioni, come fosse attivo>>.

Sull’ospedale di Branca conferma che <<ieri sono stato convocato dalla Regione Umbria, dall’Assessorato alla Sanità che ha individuato e mi ha comunicato, senza tra l’altro essere stati consultati come Sindaci di questo territorio, che l’ospedale di Branca è destinato ad esser eun centro emergenza coronavirus. Una soluzione che non condivido, unitamente ai Sindaci del comprensorio, in quanto riteniamo che, prima di mettere in discussione un polo di emergenza come il nostro ospedale, occorre pensarci molte volte. Tra l’altro l’ospedale è sede del Centro Regionale di Fibrosi Cistica e non si capisce come si possa conciliare la presenza di malati acuti di coronavirus.

Ma voglio rilanciare su questo tema visto che riteniamo che ognuno debba fare la sua parte, non facciamo ragionamenti campanilistici, né vogliamo sottrarci alla solidarietà istituzionale e alla mobilitazione che deve riguardare Gubbio, l’Umbria e tutta l’Italia, ma occorre che tutti si faccia la propria parte.

Dico che tutti i poli dell’emergenza si debbono mettere a disposizione per fare attività di terapia intensiva in tutti i casi in cui sia necessario e che lo si debba fare distribuendo in maniera equa questi pesi.

Affrontiamo la situazione con grande razionalità, spirito di adeguata organizzazione dei servizi, invitando nuovamente la popolazione ad avere grande senso di responsabilità e a rispettare tutte le prescrizioni date.

Invito di nuovo a non uscire di casa, se non per ragioni di lavoro, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. I motivi di salute ovviamente non devono essere riconducibili a coronavirus perché in questo caso bisogna rimanere a casa e mettersi in contatto telefonico con il proprio medico o comunque con i numeri telefonici più volte forniti.

Niente assembramenti e affollamenti sia all’esterno che all’interno sia dei luoghi pubblici che privati, le attività commerciali devono assolutamente rispettare tutte le indicazioni, a cominciare dalla adeguata distanza di sicurezza, occorre inoltre mettere in atto tutte le attenzioni nel rispetto delle disposizioni e delle raccomandazioni attraverso l’adozione di comportamenti individuali di protezione.

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