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Medici senza Frontiere in aiuto alle case di riposo e alle residenze protette: accordo chiuso in regione Marche

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Ancona – Medici senza Frontiere all’Area Vasta 2 (A.V. 2). Un protocollo tra Asur Marche e l’organizzazione medico-umanitaria è stato siglato l’altro ieri. Per le autorità sanitarie regionali, l’intesa è fondamentale: la dinamica del contagio non lascia scampo «rende impossibile continuare a lungo nella tempestiva assistenza dei malati, soprattutto di quelli che necessitano di ricovero in terapia intensiva considerando che è la provincia di Ancona, quella maggiormente interessata al fenomeno in continua e maggiore ascesa rispetto anche al valore di incremento in numero assoluto dei pazienti infetti». Insomma sono i numeri stessi del contagio ad imporlo: nella giornata del 19 marzo i pazienti infetti nell’anconetano sono cresciuti del 10,92 % mentre nel pesarese del 9,02.

L’intervento della task force di Msf riguarderà la vigilanza sanitaria epidemiologica presso le case di riposo e le residenze protette dell’A.V. 2, le persone dunque più vulnerabili alla malattia, e  l’attivazione di un supporto con medici ed infermieri nonché personale tecnico presso i distretti e i presidi sanitari sempre dell’anconetano. I team arriveranno con i loro dispositivi di sicurezza e saranno coordinati dal direttore dell’A.V.2 Giovanni Guidi mentre per Msf dal dottore Barbara Maccagno.

Già operativa nel lodigiano, Msf arriva forte della sua esperienza internazionale nella gestione di epidemie come l’Ebola o il morbillo. E’ già presente sul fronte Covid-19 in Spagna, Francia, Belgio, Grecia e Hong Kong. Per  l’organizzazione, si deve curare il paziente singolo ma anche affrontare l’epidemia in sé per evitare che si diffonda, a partire dagli ospedali, dalle reti di medici territoriali, dalle strutture per anziani. Pertanto i team di MSF, composti da medici, infermieri, anestesisti, infettivologi, esperti di igiene, psicologi lavoreranno con il personale degli ospedali, medici di famiglia e operatori delle strutture per anziani, proprio per evitare la diffusione del virus. In questo modo anche le stesse strutture potranno affrontare l’epidemia, in un sistema che protegge i pazienti, ma anche in primo luogo gli operatori sanitari. Anche per la FP Cgil Av 2, la task force di Medici senza Frontiere è fondamentale. «Il personale dell’Av2 – sostengono i sindacalisti – sta affrontando l’epidemia senza formazione adeguata, senza dispositivi di protezione individuali in un sistema che era già carente di operatori e riorganizzato all’improvviso con  reparti Covid-19 senza presidi e misure adeguate. Ragione per cui vogliamo sapere quanti operatori dell’A.V.2 sono finora contagiati».
Véronique Angeletti@civetta.tv

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