I parchi, le riserve naturali, le montagne regalano benessere e svago al riparo del Covid-19

Parco del Conero

Parco del Conero

Il turismo riparte dai parchi e dalle aree protette. La proposta è già stata discussa a livello nazionale dalla Federparchi e nell’anconetano si declina dal promontorio del Conero agli Appennini, parchi da vivere nel rispetto delle norme anti Covid-19. Spazi immensi, per antonomasia aperti, che non pongono problemi per il rispetto del distanziamento sociale e vantano una natura così bella e ricca di biodiversità che fanno da supporto psicologico a chi esce dal confinamento di queste ultime settimane. Basta seguire le regole basilari di prudenza ricordate dal Soccorso Alpino e Speleologico e scaricare in rete proposte fai da te. Visite che sono anche il frutto di politiche mirate su una visione del turismo verde su cui, in questi ultimi anni, si è davvero investito e oggi va a vantaggio dell’escursionista locale.

Gabriele Santarelli, Sindaco di Fabriano, Vice Presidente UM Esino-Frasassi

Gabriele Santarelli, Sindaco di Fabriano, Vice Presidente UM Esino-Frasassi

«A differenza delle spiagge, nel comprensorio montano, nessun problema di distanziamento» fa notare il sindaco di Fabriano e vice presidente dell’U.M. Esino Frasassi, Gabriele Santarelli. L’estate 2020 potrebbe essere l’anno della riscoperta del Parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Messo a sistema con un insieme di azioni politiche mirate, è cresciuto e ha addirittura cambiato pelle. Il cuore verde delle Marche, polmone grande 10mila ettari, scrigno delle grotte di Frasassi e che abbraccia Genga, Serra San Quirico, Fabriano, Cerreto d’Esi e il centro storico di Arcevia si è trasformato in un motore pulsante a servizio non dell’area parco ma dell’Appennino marchigiano. «Abbiamo cercato di unire i paesaggi – spiega Santarelli –  indicando i confini della nostra area protetta e segnalando le altre risorse dell’Unione come il Parco della miniera di zolfo di Cabernardi o la riserva del San Vicino». Oltre alla sentieristica del Cai, il Parco suggerisce 6 itinerari, 2 percorsi spirituali e 8 tour con arrivo nel pesarese, a Fonte Avellana. Il tutto scaricabile sul sito parcogolarossa.it. «Altro obiettivo – conclude – è far vivere il parco attraverso i suoi prodotti agricoli ed artigianali».

Anche per l’ente Parco del Conero, la filiera agroalimentare è importante quanto la rete sentieristica. «Il progetto “Terre del Conero” – spiega Marco Zannini, il direttore dell’Ente Parco – riunisce i prodotti di qualità di circa 60 aziende agricole e zootecniche. Il nostro obiettivo è rendere consapevole il visitatore che produttore e consumatore sono parte di una stessa catena naturalmente sostenibile».

Per il presidente dell’Ente, Emilio D’Alessio, il parco del Conero regala un turismo cerniera tra mare e monti: «con la chiusura delle spiagge, questo fine settimane, siamo sotto pressione ma l’escursionista sta riscoprendo che siamo una vera e ricca alternativa». Soprattutto oggi che il Parco è digital. Sul sito www.parcodelconero.org, si scaricano tutti i 18 sentieri che si snodano in un ambiente ricco di natura e di storia come la Traversata del Conero, da Sirolo al Poggio. Il Parco inoltre è molto attivo sulle piattaforme social con contributi video interessanti. Clip naturalistiche, storiche, enogastronomiche che promuovono l’area protetta, stuzzicano la voglia di visitarla e mettono in contatto il visitatore con guide operative.

Marco Giulietti, Guida Ambientale Escursionistica, iscritto nel Registro Regionale delle Guide, socio AIGAE, Guida del Parco Gola della Rossa-Frasassi, Guide del Parco del Conero

Marco Giulietti, Guida Ambientale Escursionistica, iscritto nel Registro Regionale delle Guide, socio AIGAE, Guida del Parco Gola della Rossa-Frasassi, Guide del Parco del Conero

Perché a fare la differenza in queste proposte outdoor, è sempre l’uomo.

La competenza degli uomini del Cai nella mappatura dei sentieri e la preparazione delle guide ambientali formate recentemente dai Parchi, oggi professionisti dell’accoglienza in tutte le sue sfumature.

«Dopo questo fermo – consiglia ad esempio la guida ambientale Marco Giulietti -, valutare bene quanto si è in forma, e se davvero si vuole affrontare da soli i sentieri, munirsi di un cellulare e seguire sempre la segnaletica».

Véronique Angeletti@Civetta.tv