Nasce RistorItalia, l’associazione umbra-marchigiana a difesa dell’Ho.Re.Ca, lo chef Vissani, presidente onorario

L'associazione RisotrItaliaPassano ai fatti i ristoratori di Marche ed Umbria. Nelle campagne di Cartoceto, riuniti al Symposium a Colli al Metauro, si sono costituiti in associazione a fine maggio. RistorItalia non è più un movimento nato dalla solidarietà del mondo Ho.Re.Ca per affrontare le conseguenze dell’epidemia ad inizio lock down, ma si presenta oggi strutturato per perseguire determinati scopi. Alcuni ambiziosi, come ottenere una moratoria fiscale fino al 2022, una cospicua riduzione dell’Iva, un ribasso dei contributi per i dipendenti o delle tasse locali; altri più pratici, come consulenze settoriali, acquisti di gruppo o richieste di sconti per le utenze e servizi.

I quattro soci fondatori sono Lucio Pompili (Symposium), Stefano Mirisola (Idea.le Food&More), Giorgio Ricci (Cile’s Bistrot) che ha assunto la presidenza e l’orvietano Luca Vissani, figlio dello chef stellato Gianfranco, il presidente onorario di RistorItalia.

«Consiglio dopo consiglio – incalza Vissani junior – lotta dopo lotta sapremo gettare le nostre passioni oltre l’ostacolo, confrontandoci e modernizzandoci affinché il mondo della ristorazione sappia intraprendere un percorso nuovo». Dinamiche che lo chef stellato Vissani senior traduce con la richiesta al governo d’ìntervenire sul piano strutturale «perchè i ristoratori non possono prendere in carico i loro dipendenti» ed evitare che scoppi una bomba sociale, e sul piano economico, «affinché ci sia aperture di liquidità» con in prospettiva una rinegoziazione delle condizioni dei prestiti.

Comunque le logiche che animavano il movimento sono quelle dell’associazione. «Per il bene di tutti i nostri associati, vanno cambiate le cose che occorre siano cambiate – commenta il presidente Giorgio Ricci. Sarà duro e richiederà del tempo ma se non interveniamo rischiamo che tanti colleghi non superino l’anno».

La campagna di tesseramento è in corso. Se aderissero tutti quelli che partecipavano alla chat, RistorItalia conterebbe già 1500 soci tra ristoratori, chef, baristi, pizzaioli, pasticcieri. «Quello che ci ha fatto unire sono i problemi che abbiamo in comune – insiste Ricci – e il fatto che tutti attraversiamo le stesse difficoltà finanziarie ed organizzative».

Pertanto non ci sono conflitti con le tradizionali  associazioni di categoria. «Non andiamo a sostituirci ma rappresentiamo gli interessi diretti dei nostri associati – commenta Stefano Mirisola – e vogliamo avere un ruolo diretto perché siamo tutti del settore e sappiamo tutti di cosa parliamo. In un momento come questo – conclude – stiamo cercando di unire il mondo dell’Ho.Re.Ca. e dunque, per difendere davvero insieme gli interessi di tutti, è altrettanto importante che anche tra associazioni rimaniamo uniti».

L'associazione RisotrItalia

L’organizzazione gioca la carta della vicinanza. A fianco al direttivo, segretaria è Sandra Nicolini  (Il Barone Rosso), tesoriere, Cristina Sabatinelli (Il Chiostro di Fano), alle relazioni esterne Lucio Pompili e Stefano Mirisola. I coordinatori sono per la Valle del Cesano, Paolo Biagiali (Il Giardino) che è anche vice presidente; per la valle del Metauro, Samuele Ferri (Le Fontane), Virginio Baldelli (Da Gustin) e Emidio Di Silvestro (Pantalin); per Fano e Pesaro: Enrico Cocciolo (Maremosso), Lorenzo Vedovi (La Bottega del Centro) e Michele Pennacchini (Bar New Life Caffé).
Véronique Angeletti @civetta.tv

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