Per la Lega Marche: il polo sciistico sul Catria, una cattedrale nel deserto senza valore strategico

Foto di Franco Barbadoro

Duro il J’accuse della Lega sul potenziamento dell’impianto sci sull’Acuto. Lo definisce «una cattedrale nel deserto» che ha prodotto «un danno ambientale senza precedente» in un luogo «meraviglioso» non solo con soldi pubblici regionali ma «per portare avanti un progetto privo di valore strategico per il turismo e l’economia nel territorio». (La Foto è di Franco Barbadoro)

Per Riccardo Augusto Marchetti, segretario della Lega Marche, il segretario provinciale di Pesaro-Urbino Lodovico Doglioni e il consigliere regionale Mirco Carloni sarebbe stato «più strategico implementare gli impianti già esistenti a Monte Nerone dove è più radicata la presenza di alberghi e ristoranti, piuttosto che investire in un territorio dove sono sono carenti quelle strutture ricettive in grado di raccogliere il valore aggiunto dell’impianto». Protocollato in merito da Carloni un’interrogazione in Consiglio regionale.

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Parte dall’esposto delle 10 associazioni ambientaliste alla Procura di Urbino per irregolarità nelle autorizzazioni e nei lavori, la Lega Marche. Ne condivide la denuncia e l’indignazione «anche perchè oltre al danno ambientale – sottolineano i tre esponenti leghisti –  vi è persino la beffa, visto che il progetto è quasi totalmente finanziato con soldi pubblici dalla Regione Marche e prevede una spesa di oltre 3.500.000 di euro per permettere l’allargamento delle piste, la costruzione di due seggiovie, di uno skilift, di un impianto di innevamento artificiale e uno di illuminazione delle piste. Un progetto di cui l’utilità e gli effetti non sono stati nemmeno ridiscussi alla luce dello scandalo, scoperto dai Carabinieri della Forestale nel novembre 2018 che ha rivelato una vasta area disboscata, nuove strade aperte tra la vegetazione e sbancamenti di terreno e rocce, il tutto senza alcuna autorizzazione».

Il che dimostrerebbe secondo La Lega Marche che «il PD regionale è ambientalista a fasi alterne. Un partito dal doppio volto che si proclama ambientalista ma, nelle scelte concrete tradisce i suoi ideali e consente, finanziando con risorse pubbliche, progetti che creano danni ambientali e, al termine, non avranno nessun impatto per l’economia del territorio, ma solo la certezza del danno ambientale e del paesaggio deturpato». E poi l’attacco politico: «oltre al danno ambientale, questo progetto testimonia la totale assenza da parte della giunta targata PD di una strategia a lungo termine per la valorizzazione dell’Appennino marchigiano che non solo rappresenta un patrimonio naturale, ma anche una leva per l’economia attraverso progetti che mirino alla promozione di un turismo diffuso, destagionalizzato e distribuito lungo tutto il corso dell’anno e alla riqualificazione delle strutture già esistenti. Valorizzare l’entroterra – concludono – non significa investire in “cattedrali nel deserto”, ma in progetti strategici che valorizzino la bellezza della tradizione e della vita quotidiana in montagna, che consentano il recupero dei borghi antichi e permettano di ricostruire un rapporto con la natura, con la tradizione e con la bellezza».
Véronique Angeletti@Civetta.tv

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