Il Sindaco di SSAbbondio chiede al Sindaco di Fabriano di convocare gli Stati Generali delle Aree Interne

Ludovico Caverni, Sindaco di Serra Sant'Abbondio

Ludovico Caverni, Sindaco di Serra Sant’Abbondio

Labile il confine tra disservizi e l’assenza di servizi tout court. Così labile nelle alte terre del Pesarese che, con il Covid-19, si sta frantumando. Però questa volta niente resilienza. Scatta per primo Ludovico Caverni, il sindaco di Serra Sant’Abbondio, nonché vice presidente dell’Um Catria-Nerone. Teme che l’interruzione dei servizi, conseguenza dell’epidemia, da temporanea diventi permanente e che il Covid-19 diventi un pretesto per chiudere, aggregare e spostare uomini e sportelli. E lancia l’appello al Sindaco di Fabriano per convocare gli stati generali della montagna e delle aree interne.
Ad accendere la miccia della protesta sono stati due casi emblematici: la gestione del personale da parte di Ubi Banca e il non ripristino delle corse da parte di Adriabus tra Cagli e Calmazzo. «Tra ferie e maternità, lo sportello della banca a Serra – spiega – è rimasto chiuso tutta questa settimana per mancanza di personale. Sono in tre a gestire l’agenzia, incluso il direttore di filiale, e solo uno di loro è abilitato alla cassa. Mi era stato anticipato che la direzione di zona avrebbe trovato un sostituto a partire di questo giovedì 9 luglio ma, all’ultimo, non è stato più disponibile. Impossibile con le regole Covid aprire tre giorni con dipendenti che lavorano per più filiali la stessa settimana e, sempre causa Covid, non sono state programmate assunzioni a tempo determinato». Tradotto sul piano pratico: i serrani sono costretti a spostarsi per la liquidità o depositare gli incassi a Frontone dove si pongono problemi di file e di assembramenti.
Le misure Covid sono anche all’origine del non ripristino della linea Cagli-Calmazzo di Adriabus. «Paghiamo il tributo – spiega il sindaco – della riorganizzazione delle corse intorno a Fano e Pesaro». Sembra che l’incremento delle corse sulla costa per applicare le misure di distanziamento siano state fatte a scapito di quelle nell’entroterra. «L’Unione protesta, Adriabus afferma che si appresta a ripristinarle, le settimane passano e tuttora non ci sono i collegamenti».
Due casi emblematici che si aggiungono ad una serie di battaglie per ottenere servizi essenziali ma sempre relativi nelle aree rurali. «Chi garantisce – avverte il sindaco Caverni –  che la banca non consideri la nuova logistica più conveniente. Sono anni che come amministratori dobbiamo alzare gli scudi a difesa dell’ufficio postale, dei posti letto, dei reparti d’ospedale. La strategia delle aree interne, la Snai, deve essere accompagnata da leggi che tutelino davvero chi decide di vivere e di far crescere una famiglia su questi territori. Le nostre politiche di sviluppo locali devono essere inserite in politiche globali che vengono incontro alle nostre problematiche e vanno oltre il banale riconoscimento di aree disagiate. Pertanto lancio di nuovo il guanto al sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli, è tempo di convocare gli Stati Generali della Montagna e delle aree interne e di riflettere su come dare ai nostri Appennini un inquadramento legale che tuteli i servizi e garantisca serenità e benessere a chi ci vive».

Véronique Angeletti@Civetta.tv

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