Richiesta alla Provincia di invocare “l’autotutela” e di sospendere le autorizzazioni ai lavori sul Catria

Giuseppe Paolini,  Presidente della Provincia di Pesaro Urbino

Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino

Di nuovo in assetto di guerra l’Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane ai lavori di potenziamento delle piste da sci sull’Acuto. Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, Lega Anti Caccia, Lega Anti Vivisezione, Legambiente, Lipu, Lupus in Fabula, WWF Italia hanno presentato  un’istanza urgente che chiede alla Provincia di Urbino di attivare un procedimento di autotutela.

In pratica chiedono che l’ente provinciale revochi o annulli d’ufficio la determina n.286 del 28 febbraio 2017, quella che autorizza il Comune di Frontone ad un intervento di potenziamento e messa in sicurezza del comprensorio sciistico del Monte Catria e la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. e «di tutto quanto ad essa antecedente, presupposto, conseguente ed esecutivo».

E’ il naturale proseguimento giuridico dell’esposto presentato dall’Alleanza alla Procura della Repubblica di Pesaro Urbino due settimane fa. Esposto che solleva delle contestazioni già espresse in sede penale per delle violazioni di natura amministrativa e che «in ogni caso – spiegano gli attivisti – possano giustificare l’attivazione dell’autotutela da parte dell’ente provinciale».

Sono convinti che «le condotte descritte e documentate relative sia alla fase autorizzativa quanto a quella esecutiva del progetto in questione dimostrano la realizzazione di opere diverse da quelle indicate nel progetto ed oggetto di autorizzazioni amministrative, oltre che una ripetuta e grave violazione anche delle prescrizioni imposte quali condizioni essenziali ai fini dell’esclusione del progetto dall’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, con tutti i conseguenti danni ambientali già causati e causandi» .

L’istanza è stata inviata per conoscenza anche al il Comune di Frontone, all’Unione Montana Catria e Nerone, all’Arpam, all’Asur, alla Regione Marche, ai Carabinieri Forestali, all’ex Genio Civile  nonché il  Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare «affinché assumano ciascuno le determinazioni di propria competenza». Come per l’esposto-denuncia, anche l’istanza poggia su pareri di esperti e precisi calcoli tecnici.

Véronique Angeletti@Civetta.tv

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