“Mithra Deus Sol Invictus”, il culto antico che si legge ancora nelle nostre chiese come nell’Abbazia di Santa Croce di Sassoferrato

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Racconta un capitolo finora negletto della storia infinita dell’antica Roma, il libro “Mithra Deus Sol Invictus” della maceratese Alessandra Piccinini, coautore Maurizio Antonio De Pascalis. Illumina il “genius loci” focalizzandosi su un culto arcaico a cui le guide turistiche accennano senza soffermarsi più di tanto. Quello legato alla festa del “Sol Invictus”, il Natale del Sole, quando il solstizio d’inverno dava inizio alla rinascita rappresentata da Mithra, il dio venuto dall’Oriente che conquistò i pirati che, da vinti, lo trasmisero ai legionari romani e ai mercanti. E così dai confini arrivò fine all‘Urbe.

Galeotta, in questo caso, fu una visita all’Abbazia di Santa Croce di Sassoferrato, edificata su un tempio mitraico, organizzata da Vincenzo Moroni, presidente del archeologico locale. Per l’autrice, che vive a Porto Recanati e di professione è avvocato, diventò impellente documentarsi sul mitraismo e l’interesse crebbe fino a diventare un saggio sulle tante ragioni per le quali, nei secoli, la sua simbologia è rimasta di grande attualità.

«Mithra – spiega la scrittrice – è una divinità dell’induismo e della religione persiana, diventato un dio romano adorato dal I secolo a.C. al V secolo d.C. In queste pagine, con le edizioni Nisroch di Mauro Garbuglia (il presidente dell’associazione Editori Marchigiani ndr), abbiamo cercato di spiegare l’essenza o le essenze del mitraismo, e di indagare sulla simbologia solare tuttora misteriosa sotto due profili distinti ma entrambi imprescindibili». Il primo è il contesto da cui questa simbologia trae origine e i mutamenti nel modo di intenderla che costituiscono la naturale conseguenza della sua trasmissione culturale; il secondo si fonda su una visione del simbolo come presenza viva e sulla ragione del suo perdurare nel tempo mantenendo inalterata la capacità di generare significati.

«Un culto – sottolinea Alessandra Piccinini – che ha legato culture diverse, ha dominato il Medio Oriente e l’Europa e rivela sorprendenti analogie con il Cristianesimo, all’epoca il suo maggiore rivale». Come la curiosa nascita di Gesù e di Mithra il 25 dicembre e altre similitudini narrative. Un parallelismo che passa dalla nascita dalla vergine Anahita, miracolosamente fecondata dal dio Ariman, alla morte a 33 anni quando Mithra si unisce al Sole.

Sassoferrato_Abbazia di Santa Croce

«Nella nostra indagine abbiamo anche evidenziato che esiste nella massoneria un’impronta ereditata dal mitraismo. Il tempio, il linguaggio delle mani, del corpo. Approfondire la conoscenza di questa antica religione – conclude – ci aiuta a comprendere alcuni aspetti di riti che, nonostante i secoli, rimangono presenti in culture iniziatiche e non».
Un libro ricco di fotografie, con la copertina illustrata dal Maestro Marco Bragaglia, artista e regista teatrale e cinematografico, allievo di Allan Kaprow, che getta le basi su legami tra le città di Fanum Fortunae, Sentinum, Auximum e Camerano. Interessante il capitolo dedicato all’Abbazia di Santa Croce.

Véronique Angeletti@civetta.tv

“Mithra Deus Sol Invictus”, Alessandra Piccinini e Maurizio Antonio De Pascalis, Edizioni Nisroch, aprile 2021, p. 244, 20 euro.

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