Gastone Proietti, fotografo, appenninista e naturalista

Gastone Proietti,  fotografo, appenninista e naturalista“Riflessioni in solitudine”

Ricordando Gastone Proietti, fotografo, appenninista e naturalista, a sette anni dalla morte

Gastone Proietti, di Virgilio e Clorinda Pierini, nacque, a Roma, in Via Prenestina, il 17 agosto del 1929 e risiedette, sempre a Roma, nel quartiere di Monte Sacro, allora detto “Città-Giardino”, dapprima in Via della Verna e, poi, lungo Via della Conca d’Oro.

Le sue prime esplorazioni naturalistiche avvennero, quando egli era ancora ragazzo, tra “marane” e “maranelle”, rane e cervoni, nell’area della “Montagnola”, di Casal de’ Pazzi e nel tratto urbano del Fiume Aniene, nelle cui acque, ancora pulite, egli amava bagnarsi e nuotare.

Poi verranno le prime vette dell’Appennino, di cui Gastone s’innamorerà perdutamente…

Fotografo, naturalista ed appenninista d’eccezione, per ben sessantacinque anni, Proietti scrisse anche pregnanti racconti di vita e vivide memorie di viaggio e fu, per qualche tempo, collaboratore dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo. Fra i titoli dei suoi scritti, perlopiù inediti, ricordiamo, qui, soltanto, “Riflessioni in solitudine” e “In viaggio sulla panamericana”.

Dal 1953, Proietti comincerà, quindi, a conoscere una piccola, ma meravigliosa montagna dell’Appennino Umbro-Marchigiano, il Monte Cucco, i pianori e le cime del cui massiccio, Pian di Spilli, Le Gronde, Motette, ecc., diverranno, per lui, senza segreti.

Tra il gennaio ed il febbraio 1956, comincerà a scoprire, quindi, la distante e, in quell’anno, innevatissima Calabria, antica e nobile terra italica nella quale, a Gioiosa Jonica, lungo la “Locride marina”, egli prenderà anche moglie.

Umbria appenninica e Calabria marina… Gastone Proietti si è reso interprete privilegiato di queste due realtà geografiche ed umane, all’apparenza tanto distanti e così diverse, ma, in verità, profondamente accomunate dai tratti di una natura ancora forte e dagli sguardi di uomini tuttora autentici.

Molte immagini di Gastone, alcune delle quali conservate negli archivi, meriterebbero la prima pagina d’importanti quotidiani e riviste per la grande significatività e simbolicità dei soggetti più che per la loro spettacolarità. Fra i suoi capolavori “La piccola migrante”, “Le Madame” e “Vecchio scarpone”.

Gastone Proietti riposa, dal 2011, in vista del Monte Cucco, che tanto amava, nella cappella mortuaria Puletti del civico cimitero di Costacciaro.

Euro Puletti

Memore e Riconoscente

Così finiva il nostro viaggio.

Roma ci attendeva e, come Cuzco,

anche L’Urbe era stata l’ombelico del mondo,

ma, ora, non era più… niente!”

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