Sex, web e ricatti… fabrianesi cadono nella trappola del sexcam

sessonline-735x400Fabriano – Lei è bella ed avvenente. Seducente, ironica ed anche provocatrice. Lui, dietro allo schermo del computer, più di tanto non pensa. Il sistema circolatorio, si sa, in quel caso, s’indirizza al lato opposto del cervello. Pertanto, una parola tira l’altra. Lei fa pose ammiccanti. A lui scatta l’idea di aver trovato l’anima gemella, quella ovviamente del momento, e si spoglia non tanto per fargli compagnia ma per fare, da solo, quel sesso che, una volta, si diceva rendeva cieco e forse anche sordo.  Scatta allora la trappola e lui si trova non solo filmato ma sotto ricatto. E’ successo questi giorni ad alcuni fabrianesi. Giovani uomini tra i 30 e i 40 anni.
Lo scenario vale per tutti. Tramite il loro personal computer navigavano per la rete, in quella hard e hot, ma non necessariamente. Ad un certo punto sono contattati da ragazze prorompenti e vogliose che li incitano a denudarsi e a vivere in diretta la propria libido. Nemmeno il tempo di scendere dalle stelle e le ragazze fanno scattare la trappola dell’amore. Il “momento” purtroppo è stato registrato. “Se non vuoi che metto il video in rete, devi pagare”. Mille euro e su una carta ricaricabile. I fabrianesi però non si fanno 20140520_polizia_fabprendere dal panico e fanno denuncia al Commissariato di Fabriano. Salvo un solo caso finito forse in rete, per pochi minuti, generando imbarazzo, disagio e rabbia, gli altri non sono stati resi pubblici. Ora gli uomini del Commissariato – sotto la guida del Dottor Mario Russo – indagano sull’ accaduto. Sono diverse le denunce presentate. Dalle prime indagini è emerso che il server usato dalle ragazze per la connessione è situato in Inghilterra e in Africa. L’appello del Vice Questore è quello di non lasciarsi prendere in giro da chi, da dietro un sito, escogita di tutto pur di ingannare e truffare un altro, e contattare le forze dell’ordine.

Casi che però non sono isolati. Fanno parte della nuova frontiera della criminalità organizzata. E non tristeriguarda  uomini ingenui. E nemmeno chi ha voluto fare un giro nei siti hard o d’incontri hot. Questo tipo di estorsioni e truffe tramite video chat sono molto frequenti. Di solito, le “signorine” agganciano le vittime tramite chat o messaggi. Poi, il corteggiamento prosegue invitando a proseguire su social network o tramite Skype. Inizia allora un rapporto cosiddetto di sexcam. In alcuni casi, la minaccia è veramente bene organizzata. La “ricattatrice” ha indagato tramite il profilo della vittima e, al momento opportuno, mostra addirittura una lista degli amici del malcapitato tanto per incitarlo a pagare subito. Quando non fa pesare che dall’altra parte dello pc, c’era una o un minorenne. Pagare però non è nemmeno la soluzione. Perché la vittima diventa sistematicamente ricattabile. Il fenomeno è grave e può avere risvolti tragici. In Francia, due suicidi sono direttamente collegati a questo tipo di estorsione. Persone che si sono uccise per la vergogna. Persone che, è vero, erano esuberanti dal punto di vista virtuale ma nella vita erano molto molto timide.

Véronique Angeletti

Per approfondire…

In Svizzera, nel Ticino, la polizia ha fatto un decalogo di come prevenire le truffe nel contesto delle videochat.
Questi sono i loro consigli:
La pratica di mostrarsi in webcam in atteggiamenti compromettenti comporta già a priori un rischio per la propria immagine e reputazione. Il principio fondamentale che vede difficilmente controllabile ed indelebile ciò che viene pubblicato su Internet anche in forma privata, impone massima cautela a prescindere dall’identità confermata o meno dell’interlocutore. Una volta che l’immagine viene catturata dalla webcam, viene trasmessa da uno o più server al computer dell’altra persone. Durante questo tragitto le immagini non possono essere controllate dagli utilizzatori.
Non fidatevi del fatto che questa gente dedichi molte ore a voi. Il guadagno di un’estorsione / truffa di questo genere, può costituire una cifra estremamente ragguardevole nei paesi d’origine degli autori, tanto che alcuni di essi si dedicano a tempo pieno a questo tipo di attività illecita. Ad esempio in Costa d’Avorio, paese in cui il 5 – 20% della popolazione percepisce un reddito giornaliero inferiore ad 1 dollaro (Stima Banca Mondiale 2006), si è assistito alla comparsa di numerosi Internet-point pubblici, largamente utilizzati per questo tipo di attività illecita.
Per accertare l’identità di chi sta all’altro capo della webcam e quindi stabilire che non si tratti di immagini preregistrate si possono attuare degli stratagemmi che non sono però garanzia di buona fede:

  • chiedere di eseguire dei movimenti definiti (alzarsi in piedi, inclinare il capo all’indietro, incrociare le dita di una mano, ecc.);
  • pretendere un numero di telefono cellulare e verificarne il prefisso internazionale, come pure comporre il numero e pretendere di vederlo con il proprio numero di telefono che appare sul display. Non credere alle scuse campate per giustificare l’impossibilità di ottemperare questa richiesta;
  • inserire il nickname dell’interlocutore, il suo indirizzo e-mail o nome e cognome da lui forniti, in un motore di ricerca Internet. Spesso capita che i malintenzionati agiscano ripetutamente e di conseguenza alcune vittime pubblicano a titolo informativo su siti dedicati (es. www.internet-love-scams.org), gli estremi dell’identità fittizia incriminata;
  • in caso di avvenuta estorsione non dare seguito alle richieste ed interrompere la comunicazione. Il pagamento non garantisce che il materiale compromettente venga distrutto, ma conferma all’autore che l’intento di porre la vittima in una condizione di svantaggio è stato raggiunto e quindi potrebbe approfittarne di nuovo.

Consigli tratti da

http://www4.ti.ch/di/pol/prevenzione/estorsioni-truffe-nel-contesto-delle-videochat/

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