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Il Frasassi Climbing Festival è stato un successo

Falesia Sulfuria, Climber Matteo Plebani-Ph_Giovanni CarottiGenga – Non solo Grotte. Frasassi, la settimana scorsa, era il regno degli arrampicatori. Per essere precisi di quelli che hanno la roccia nel Dna e sognano di aprire nuove vie verso il cielo.  Un invasione pacifista, che porta tanti vantaggi all’ambiente perché i rocciatori sono le sentinelle delle creste e toccano con mani la salute delle pareti. Appesi nel vuoto, armati di picconi e moschettoni,  fanno gli uomini-ragno e creano strade in verticale a cui danno nomi che non sono altro che l’eco dell’emozione che procurano. Il che spiega come vanno lette le vie che si chiamano alla Gola della Rossa, “I bivi della solitudine”,  a Revellone, il “Sogno di Pietra” od  ancora al Feudo, “il mercante degli appigli”. Itinerari particolari che rendono un must la geomorfologia così peculiare del nostro entroterra montano e fanno rientrare le nostre gole in una dimensione più unica che rara  da fare la differenza nel difficile mercato del turismo e del tempo libero.

IMG_3017_crFare il bilancio dell’iniziativa lunga cinque giorni che ha trasformato San Vittore nel cuore pulsante dello sport legato alla roccia è semplice. E’ solo una questione di numeri: più di trecento atleti in competizione, oltre mille persone al giorno, decine di conferenze, ospiti illustri, quattro trofei, una settantina di premiati. Tanto per far capire che il successo del Frasassi Climbing Festival 2015 ha superato le più rosee previsioni.

Un successo annunciato – dopotutto  Frasassi e la Rossa sono gole fantastiche – ma anche conquistato dagli organizzatori, quelli del Club Alpino Italiano delle Marche che tirando le somme dell’esperienza del 2013 dove il “Frasassi Rock Climbing Festival” era stato incentrato sull’arrampicata, hanno trasformato con la complicità del Comune di Genga, della Pro Loco e del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, la manifestazione in un evento  per tutti gli sport legati al mondo della roccia. Affiancando all’arrampicata, il primo meeting nazionale dell’highline, ossia  di quelli IMG_3027_crche passeggiano su sottili corde nel vuoto, trascinando nell’iniziativa i patiti del trail running contest, quelli delle corse in montagne e poi circondando l’evento sportivo di tavole rotonde, di  laboratori didattici per i più piccoli, di escursioni , di percorsi Mtb e di concerti. Insomma un vero e proprio festival  che ha dato le sue lettere di nobiltà à l’outdoor finora considerato  lo sport povero nelle offerte turistiche del comprensorio.
Il merito è di questi luoghi – afferma Marcello Romagnoli, tra i deus ex macchina del Cai regionale. (nella foto il secondo a sinistra) “Sono posti magici  che offrono un infinità di opportunità”. Il tutto a portata anche dai principianti. “I fazzoletti di roccia attrezzati – spiega Riccardo Palestrinisono non meno di una ventina e su ognuno ci sono tra i dieci e le venti vie di arrampicate. Ci sono vari livelli e le vie più difficili toccano il livello 8/A”. “

Highline nel Foro degli Occhialoni, Highliner Giacomo Becchetti-Ph_Ludovica GaleazziL’highline – commenta Giacomo Becchetti, il fabrianese attualmente considerato tra gli atleti di riferimento al livello nazionale – è uno nuovo sport, molto spettacolare che si presta bene alla conformazione della gola di Frasassi. Un centinaio di sportivi mi ha20150909_175852 20150912_165813nno raggiunto nei vari settori dove abbiamo teso le linee”. Un esibizione seguita in diretta da centinaia di persone il naso all’insù in due angoli privilegiati. Quello sul sentiero che porta alla grotta del tempio di Valadier e nel parcheggio vicino all’entrata del complesso ipogeo. Nella foto, Giacomo è nel foro degli Occhialoni vicino a Pierosara.

Ma  tra i tanti contributi portati dal Fcf, c’è il trail running contest. Un altro modo di vivere la corsa in natura e di sfidare la montagna.  Maurizio Marini è uno degli ideatori di questi nuovi percorsi. Hanno vari difficoltà legati al dislivello, alla pendenza da affrontare e al lato selvaggio del sentiero. C’è il Vertical lungo tre chilometri con un dislivello di 700 metri,  poi lo Sky che si Inaugurazione 1snoda  per dieci ed il running che con i suoi 20 chilometri mette a dura resistenza lo sportivo. E poi l’intuito da parte degli organizzatori di aver creato in20150912_175431torno allo sportivo e alla sua famiglia un mondo di servizi. Un area expo, convenzioni con tutto il ricettivo del comprensorio e soprattutto di aver lavorato in simbiosi con i ragazzi del Frasassi Avventure. Il parco sportivo che non è solo palestra all’aria aperta ma ha guide naturalistiche che sapranno mettere in pratica  tutto l’anno l’anima del festival.

Véronique Angeletti