Approvato in Regione il Piano di sviluppo rurale: in arrivo 538 milioni. Da impiegare fino all’ultimo euro

alberiAncona – Approvato ieri in consiglio regionale il Piano di sviluppo rurale. Tradotto in soldoni significa una disponibilità attraverso i fondi Feasr (Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale) di 538 milioni di risorse pubbliche da utilizzare entro il 2020. Cifre importanti per il settore, ma anche per l’economia marchigiana. L’auspicio è quello di impiegare questa cifra fino all’ultimo euro. Da oggi comincia la fase di consultazione con tutti i territori. Gli incontri si svolgeranno nelle “aree interne”.
Le risorse del PSR Marche sono così distribuite: oltre 211 milioni di euro sono indirizzati alla competitività delle aziende agricole e alle filiere alimentari, quasi 218 milioni di euro alla tutela delle risorse ambientali e degli ecosistemi, a promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, alla prevenzione e alla gestione dei rischi, quasi 95 milioni all’inclusione sociale e allo sviluppo economico delle aree rurali. Di particolare rilievo il sostegno al ricambio generazionale, con un premio che va dai 50.000 ai 70.000 euro assegnato ai giovani che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola, cui viene offerta anche l’opportunità di accedere, in via privilegiata, a un “pacchetto” di altre misure.
L’agricoltura biologica che, attraverso la misura 11, può contare su 80 milioni di euro. Attenzione, nell’ambito della tutela dell’ambiente, anche alla salvaguardia del suolo e alla prevenzione del dissesto idrogeologico e delle alluvioni, con l’attivazione di interventi integrati su scala territoriale, denominati “accordi agroambientali d’area. Per quanto riguarda lo sviluppo economico delle aree rurali (interventi Leader), una peculiarità del programma è l’importanza assegnata alla programmazione effettuata dagli enti locali che potranno attivare, attraverso Progetti integrati locali, azioni nell’ambito del turismo, della cultura, dei beni ambientali, dei servizi, dei prodotti tipici. Da segnalare infine le risorse destinate allo sviluppo della banda ultra larga: 22 milioni di euro destinati ai comuni delle aree rurali in digital divide.

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