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Un Primario di Chirurgia per l’Ospedale di Pergola

ospedale di pergolaPergola – Non è una notizia importante. E’ fondamentale. Finalmente l’Ospedale “Santi Carlo e Donnino”  ha un primario di Chirurgia. L’incarico quinquennale è stato affidato al Dottor Francesco Vittorio Gammarota e ha la data del 2 ottobre. Una nomina che sommandosi a quella del primario di Medicina  il Dottor Paolo Lucarelli, a metà luglioe quello della Riabilitazione, ad inizio anno, del Dottor Giacomo Maurizi, crea quella rosa di professionisti che mancava crudelmente al nosocomio della Città dei Bronzi dorati.
Sono particolarmente soddisfatto” – commenta il Dottore Giovanni Latella che ha guidato la Medicina per dodici anni e svolto altri incarichi dirigenziali per cinque. “La loro nomina dà la piena capacità operativa all’ospedale. In base all’attività, alla mole di lavoro, sarà loro compito organizzare il plesso ed avanzare richieste per migliorare i servizi in base ai bisogni dei pazienti e dell’epidemiologia reale del comprensorio concordandole ovviamente con l’Asur e la Regione. E’ chiaro che, da subito, dovranno affrontare il caso della “Rianimazione” che deve essere calibrata ad un’ospedale che geograficamente si trova in una posizione intermedia nell’entroterra a cavallo tra le province di Ancona e Pesaro a servizio di un reparto di chirurgia di media gravità e di  tutti gli altri reparti.”

federico_taleSulla nomina del Dottore Francesco Vittorio Gammarota, la Politica si è ovviamente subito  pronunciata. Per l’ex sindaco di Mondavio, oggi consigliere regionale Federico Talè, esponente della provincia di Pesaro e Urbino, nell’ambito della quarta commissione consiliare permanente delle Marche, quella propria dedicata alla sanità e alle politiche sociali “Tale nomina fa seguito a quella del primario di medicina e di riabilitazione, avvenuta il 14 luglio. Provvedimenti chiari, che vanno nella direzione di salvaguardare l’ospedale pergolese; l’unico del nostro entroterra ad essere stato confermato come ospedale per acuti. Questo perché si tratta di un presidio indispensabile per un ampio territorio che travalica di gran lunga la Valcesano e che, per altro, possiede potenzialità e professionalità di rilievo. Come di rilievo, anzi una vera eccellenza, è il reparto di chirurgia, al quale si rivolgono pazienti anche da Fano e da fuori provincia e che adesso, con il nuovo primario, può guardare al futuro con ancora maggiore ottimismo”.

2015-07-02-Sanita-174x131Per il gruppo consiliare Pergola Unita   “E’ un altro tassello importante. Il nuovo primario sarà a breve alla guida della chirurgia del nostro ospedale, arricchendo un reparto che già conta ottimi professionisti come il Dottor Piazzai.  E’ facile comprendere come Pergola non possa censurare in toto, come sempre richiesto da Baldelli, l’operato di una Regione che forse ha tempi più lunghi del previsto, ma che sta riconoscendo a Pergola il suo stato di ospedale per acuti. Nonostante la giusta richiesta di istituire la commissione sanità, bocciata da Baldelli, Pergola Unita in questi mesi ha continuato e continuerà ad essere parte attiva nella tutela del nostro ospedale. Per questo incontriamo periodicamente i medici ed i tecnici dell’ospedale di Pergola per conoscere sempre la situazione e segnalare i problemi agli organi competenti. Quello che sta accadendo è chiaro: gli organi della sanità marchigiana sembrano finalmente accelerare il compimento della delibera 735 che riconosce  a Pergola il presidio per acuti. Ciò comporta che Pergola diventerà sempre più punto di riferimento della zona,  Suonano oggi sempre più stonate  – conclude Pergola Unita – le parole di Baldelli che in campagna elettorale dichiarava di voler cancellare il piano sanitario regionale che invece, sia pure in mezzo a molte difficoltà, sta tutelando il nostro ospedale”.

baldelli-ospedale-pergola-500x261Sulla nomina, il sindaco Francesco Baldelli ringrazia ma fa altre richieste. “Occorre ripristinare i servizi aboliti in questi anni e attivare i due posti di terapia intensiva, senza i quali l’ospedale non raggiungerebbe più gli standard minimi che possono garantire la sua esistenza. La nomina del primario è un fatto positivo ma sappiamo benissimo che l’ospedale in questi anni ha perso troppi servizi, non ha più nemmeno anestesisti in loco ed è stato privato persino del personale del punto di primo intervento. Senza la restituzione di ciò che ci è stato tolto, senza l’attivazione dei due posti letto di terapia intensiva e la riattivazione di un pronto soccorso, ora trasformato in punto di primo intervento, queste nomine serviranno a ben poco, magari alla propaganda di qualcuno ma non a salvare l’ospedale”.

Giuseppe Milito e Véronique Angeletti@riproduzione riservata

Per approfondire…

Articolo 8 luglio pubblicato su www.sassoferrato.tv oggi disponibile su www.civetta.tv

Pergola – Dopo più di trent’anni  la questione dell’ospedale  di Pergola è ancora al centro del dibattito. E’ stata evitata la chiusura, ma restano i vari problemi di gestione e l’applicazione delle delibere regionali.  A questo proposito sono intervenute la Cisl Marche, l’AST Cisl di Fano e la FP Cisl (categoria del pubblico impiego).  Secondo la Cisl  continua la parziale, e dunque non corretta, applicazione di alcune delibere regionali approvate dalla precedente giunta, ad iniziare dalla n. 1345/2013 sul riordino delle reti cliniche, che garantirebbero all’ospedale di Pergola un percorso di riqualificazione funzionale tale da assicurare una risposta sanitaria sulla medio/bassa intensità di cura, ed un’azione di filtro per patologie a più alta complessità da indirizzare ad altre strutture del territorio.    Uno dei problemi più urgenti riguarda l’attivazione della multispecialità nel Day Surgery Chirurgico, aspetto qualificante per Pergola, ma fino ad oggi incompleta.  Secondo la Cisl non si è dato sbocco a specialistiche come l’ortopedia, che avrebbero ulteriormente arricchito la risposta sanitaria per i cittadini dell’entroterra.  Un altro problema che penalizza fortemente  Pergola  è il ritardo delle nomine  che riguardano le figure apicali in Area Vasta 1.  Altra criticità è l’organizzazione del servizio di anestesia .  Infatti , per una risposta immediata e corretta deve essere garantita la presenza continua dell’anestesista nella struttura. Infine, a fronte di una programmazione nazionale e regionale, in particolare il Piano sanitario 2012-2014, che prevede la garanzia di servizi sanitari nelle aree interne e disagiate rispondente alle necessità della popolazione in Area Vasta 1, a tutt’oggi non è stato completato il percorso previsto.  Queste, secondo la Cisl, sono solo le problematiche maggiori.

Giuseppe Milito

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