Chiamata alle Arti che riguarda anche Sassoferrato, Fabriano, SSQuirico, Cagli, Gualdo Tadino e Gubbio

Museo Ruggeri, Manucci, Bruno d'Arcevia

Museo Ruggeri, Manucci, Bruno d’Arcevia

A Sassoferrato, c’è il Mam’s, la più grande collezione di proprietà pubblica d’arte contemporanea  costruita con un premio, secondo in longevità solo alla Biennale di Venezia, a Fabriano, ci sono la collezione Ruggeri Mannucci e il Museo Guelfo; a Gubbio, il Palazzo del Bargello. Gualdo Tadino ha il Centro per l’Arte Contemporanea, la Rocca Torrione di Cagli ospita il Centro di Scultura Contemporanea ed Arcevia, la Galleria d’arte moderna e contemporanea “Ruggeri, Mannucci, Bruno d’Arcevia”. Mentre Serra San Quirico custodisce nel complesso Santa Lucia il Museo Premio Ermanno Casoli 1998-2007 . Il nostro comprensorio vanta davvero un ricchissimo patrimonio d’arte contemporaneo. Un territorio che necessariamente è coinvolto  nel documento conclusivo del Forum dell’arte contemporanea italiana. Documento che, di recente, è stato consegnato al Presidente del Consiglio  Giuseppe Conte e al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini.

Rocca Flea Gualdo Tadino

Rocca Flea Gualdo Tadino

Il documento sintetizza l’enorme quantità di idee e strategie scaturite dalla partecipazione di centinaia di operatori ed esperti: artisti, direttori di istituzioni, curatrici e curatori, critici d’arte, galleristi, giornalisti, collezionisti, ma anche legali, politici, amministratori, ricercatori e attivisti che hanno dato luogo a questa “chiamata alle arti”, come è stata denominata l’edizione speciale del Forum svoltasi interamente online.

Palazzo del Bargello Gubbio

Palazzo del Bargello Gubbio

Nato con l’obiettivo di rispondere alla crisi economica e alla forte pressione a cui la pandemia di Covid-19 ha sottoposto il settore dell’arte contemporanea, dove la mancanza di interventi da parte del governo minaccia la sua stessa continuità di esistenza, il documento che ne consegue intende “sollecitare il mondo politico a riconoscere l’importanza essenziale dell’arte contemporanea e dei suoi operatori. È un riconoscimento – sottolineano i promotori del dibattito – che non ha avuto bisogno di particolari sollecitazioni nelle nazioni più mature, come mostrano i pronti e massicci interventi voluti dai governanti di paesi come la Germania o gli Stati Uniti”.

Il documento “cerca di avere uno sguardo lungimirante: punta a risolvere le problematiche contingenti, ma invita alla predisposizione di nuove regole e leggi che consentano di sopperire allo svantaggio strutturale del sistema dell’arte italiano rispetto a quello delle altre nazioni. Mira a rispondere all’urgenza, ma in un’ottica di riforma sostanziale del sistema di medio e lungo periodo”. Presenta al Governo tre tipologie di richieste:

Mam's Sassoferrato

Mam’s Sassoferrato

1. Interventi di sostegno urgente sia nei confronti delle istituzioni che degli operatori delle arti visive la cui attività è stata drammaticamente inficiata dalla crisi del Covid-19, superando le barriere burocratiche che rendono questi lavoratori – spesso temporanei, precari, freelance – poco circoscrivibili, così come la materia di cui si occupano. Con l’intenzione, che il Forum condivide con altri gruppi di interesse e associazioni, di lavorare nei prossimi mesi per definire i criteri di costituzione di un sistema professionale per i lavoratori delle arti visive e riconoscendo il sistema produttivo che l’arte contemporanea attiva, a cominciare dalle gallerie di ricerca.

Museo Guelfo Fabriano

Museo Guelfo Fabriano

2. Avviare un New Deal culturale con l’intervento anche dei privati, argomento sul quale il documento presenta molti suggerimenti, ed in primis la necessità dell’estensione dell’Art Bonus a tutte le tipologie di attività e di organizzazioni di arte contemporanea. Consente una detassazione pari al 65% per le erogazioni finalizzate ai beni culturali storici, è stato di recente esteso anche all’ambito dello spettacolo.

Torrione di Cagli

Torrione di Cagli

3. Il Forum porta avanti anche una visione dell’arte come strumento di crescita sociale, legata a un’idea di welfare e di cura, vicina alle comunità, ai territori. Per questo, per costruire un nuovo modello di Paese, richiede con forza che i rappresentanti del mondo dell’arte vengano chiamati a sedersi ai tavoli di discussione necessari per sviluppare le riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno per pensare a un prossimo rilancio, anche in vista dell’ottenimento del Recovery Fund europeo.

Sei i tavoli tematici animati durante il forum:

Tavolo 1: Dalla città creativa alla città della cura, proposte per nuovi paradigmidownload (17) relazionali (coordinato da Pietro Gaglianò e Institute of Radical Imagination rappresentato da Marco Baravalle ed Emanuele Braga);

Tavolo 2: È il momento di trasformare l’Italian Council in un programma di sostegno continuativo (coordinato da Matteo Lucchetti e Valerio Del Baglivo, con Sara Alberani, Martina Angelotti, Alice Labor, Luisa Perlo, Anna Pirri Valentini);

Tavolo 3: La cosa pubblica: diritto e necessità. Quali prospettive per le istituzioni artistiche? (coordinato da Anna Daneri, Lorenzo Balbi, Silvia Simoncelli e Federica Patti);

Tavolo 4: Nuovi “Istituzionalismi” indipendenti: ripensare il sistema della cultura e dell’arte in termini sociali, politici ed economici (coordinato da Neve Mazzoleni e Aria Spinelli);

Tavolo 5: Quale futuro per il mercato dell’arte? (coordinato da Adriana Polveroni e Cristina Masturzo);

Tavolo 6: Il lavoro nell’arte: se la normalità era il problema (coordinato da Francesca Guerisoli e AWI, Art Workers Italia rappresentata da Elena Mazzi).

Fonte Mibact, Presidenza del Consiglio, civetta.tv

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