Altro step nella partenza dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio verso l’Emilia Romagna

WhatsApp Image 2019-11-27 at 14.14.23Montecopiolo – «Fratelli che devono ritornare in famiglia». È la testimonianza a favore del distacco di Montecopiolo e di Sassofeltrio dalle Marche depositata ieri mattina dai sindaci di Casteldelci, di Novafeltria, di Pennabili e di San Leo su richiesta della commissione “Affari Costituzionali” del Senato.

Un’audizione “pro agreggazione” controbilanciata però dall’ovvio parere negativo del direttore della Confcommercio di Pesaro Urbino, Amerigo Varotti, e da una molto meno ovvia interpretazione giuridica che considera il parere negativo della Regione Marche gerarchicamente superiore a qualsiasi altro parere.

Per i quattro sindaci, vanno a vantaggio dell’aggregazione, i servizi offerti dalla provincia di Rimini. Per il primo cittadino di Casteldelci, l’Emilia Romagna offre migliori condizioni di vita dal punto di visto scolastico e sanitario e di sviluppo economico. «Montecopiolo – spiega – entrando nella nostra Unione Montana ci permette di mettere in campo politiche di coesione sociale e dunque di avere più peso come “Quarta Area Interna” che mobilita importanti finanziamenti. Treno che non possiamo permetterci di perdere».

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Per il sindaco di Novafeltria, vale l’argomento area interna ma più di tutto quello del suo ospedale, punto di riferimento dell’80% dei cittadini di Montecopiolo. «L’Emilia ha potenziato il “Sacra Famiglia” mentre le Marche depotenziavano i nosocomi di Cagli, Fossombrone, Sassocorvaro e anche di Pergola. Conta – conclude – la volontà popolare e non quella amministrativa e di parte che osteggia l’unione dei comuni montani del Montefeltro». La montagna, è l’argomento su cui calza il sindaco di Pennabilli che spiega che esistono accordi specifici con Montecopiolo per gestire le frazioni di confine e che, l’aggregazione all’U. M. di Montecopiolo impedirebbe la chiusura del suo plesso scolastico. Mentre il sindaco di San Leo nel sottolinerare che finora «nessun cittadino è rimasto finora perplesso sul passaggio in Romagna» evidenzia quanto «il processo è del tutto naturale e familiare».

Un quadro «non tutto rose e fiori» per Amerigo Varotti che nelle veste di direttore della Confcommercio Urbino, gestore di un tour operator, ha ricordato la diffidenza (verificatasi) degli operatori turistici per una regione che privilegia solo l’offerta mare; e come cittadino –  è residente in Novafeltria – sottolineato che per la  Prefettura, rapportato al corpo elettorale, solo uno su due cittadini nei due referendum si è espresso a favore del distacco.

Ma a dare un sigillo all’audizione ci ha pensato il senatore referente Ugo Grassi (M5S), convinto che «la commissione abbia indagato in tutte le dimensioni possibili» e che consiglia di riprendere la strada della legalità, dei principi dell’ordinamento a favore dell’aggregazione. Strada che, secondo il parere giuridico sull’art. 132 espresso ad inizio audizione, sostiene che «il “no” espresso della regione Marche, essendo un parere collettivo e non locale, predomina su tutti gli altri pareri».
Véronique Angeletti@civetta.tv

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