+ 11,5 contro -20. Dopo la Fiera del Tartufo di Pergola, la guerra!

Fiera del Tartufo - volantino contiPergola – Polemiche sulla 20esima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato. Non sulla fiera in sé, nemmeno sulla sua impostazione, ma sul conto economico che il sindaco Francesco Baldelli ha pubblicato su manifesti accusando quelli dell’opposizione di aver detto “balle” volendo far credere che il Comune perde decine di migliaia di euro.

“L’attivo di 11.528,17 euro tanto vantato non esiste – contrattacca Pergola Unita. La perdita stimata è di  20.281,45 euro se altre sorprese non arrivano”.  Tuttavia, prima di inoltrarsi nei meandri della contabilità, Mattia Priori, il coordinatore e Stefano Cuccaroni, consigliere comunale eletto, mettono i puntini sulle i:  “Non siamo contro la fiera ma contro le bugie. Promuovere il paese e le sue eccellenze attraverso eventi è una scelta politica. Una scelta che si deve poter valutare attraverso i costi e le entrate. Ma quelli veri per una mera questione di trasparenza”.

fiera-tartufo-pergola-presentazione-500x261Comunque che la fiera abbia una scia di polemiche stupisce. Dopo tutto sull’evento piovono complimenti. Innanzitutto dalla Confcommercio di Pesaro Urbino. Amerigo Varotti, il suo direttore generale, ha di recente dichiarato che “Oro di Pergola, grazie al sapiente operato dell’amministrazione comunale è diventato elemento di traino e di valorizzazione dell’economia locale”. Stessa valutazione per la Confederazione Italiana degli Agricoltori. Nel convegno  dedicato ai Bandi del Piano di Sviluppo Rurale e ai finanziamenti disponibili per la coltivazione del tartufo,  il direttore Cia di Pesaro e Urbino, Gianfranco Santi ha definito la fiera “un bel” successo dovuto a tutti coloro che in questi anni, hanno creduto in questa iniziativa e all’amministrazione comunale che punta sempre di più sulla valorizzazione di tutto il territorio dell’entroterra tramite le produzioni agricole di eccellenza. Tra cui il Tartufo, sicuramente una di queste, che porta ad un incremento del turismo e sta creando le condizioni per fare di questo prodotto di eccellenza, di cui il nostro territorio è ricco, una delle più importanti filiere economiche e produttive per il nostro entroterra“. Poi, al di là delle dichiarazioni, incontestabile è  il flusso di persone che, nelle tre domeniche, hanno visitato la coda di bancarelle. Come pesano – e molto – le iniziative che hanno trasformato piazza IV novembre  in una preziosa piazza del gusto. L’incrocio con il biglietto del museo dei Bronzi dorati, la presenza di chef stellati, la mano autorevole di Massimo Biagiali del ristorante “Il Giardino”, la mente del coordinatore, Flavio Cerioni della “Lanterna”, la presenza dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, sono finezze che non solo hanno dato colore ma sostanza all’evento di Pergola e pongono la fiera come una manifestazione di qualità e, con le sue migliori vesti, quelle culturali.
Però toccherà alle statistiche dare un’idea del ritorno vero dell’evento. Basta un lustro per poter già fare una prima analisi della crescita annuale dei flussi del mese goloso nei ristoranti, dei pernottamenti nelle strutture ricettive del comprensorio, dei biglietti dei musei, del giro d’affari dei bar. Dati spicci che però non sono niente in confronto a quello che si deve concretizzare in un ritorno nell’economia delle idee. Ossia lo stimolo all’apertura di nuove attività proprio nel settore del tartufo e dunque la  creazione di posti di lavoro, nella volontà dei ristoranti della zona di prevedere tutto l’anno menù tipici con la costante del tartufo, nel stimolare formule originali di sviluppo della specializzazione che proprio perchè si è investito sulla fiera si è voluto connotare il paese.

received_10153654655832557“Una specializzazione di cui abbiamo bisogno – commenta Pergola Unita – proprio per contrastare la cruda decrescita che sta vivendo Pergola. Sono 156  le partite iva che hanno chiuso dal 2009, il calo demografico è di almeno 300 residenti, la crisi che costringe a trovare un’alternativa ai distretti industriali pertanto le prospettive di nuove attività incentrate proprio nel campo dell’enogastronomia del tartufo non può che avere il nostro appoggio. Però – ribadisce Pergola Unita –  se la Fiera è un vanto per il paese ed è uno strumento di promozione importante perché giustificarla con un conto economico che sa di finanza creativa?  Con un  documento farlocco costruito per confondere le acque e che prende in giro i cittadini che non conoscono i meccanismi contabili. Se il comune decide di investire risorse per decine di migliaia di euro sugli eventi, è libero di farlo ma deve presentare i costi con onestà al fine che tutti valutino l’efficacia degli investimenti. Un conto è dire “cavoli come sono stati bravi a portare tanta gente a Pergola”, un altro sapere che per fare questo sono stati spesi 27.000 euro di pubblicità che, messi a disposizione di qualsiasi Pro Loco, farebbe muovere fiumi di gente.”
In sintesi, per Pergola Unita, i conti sanno di finanza creativa perché “abbassano la somma totale delle uscite inserendo il recupero Iva che dovrebbe essere previsto nelle entrate; perché le uscite non includono il costo della mano d’opera che, seppur in economia, il personale è comunale, dovrebbe essere calcolato;  perché sempre nelle uscite non ci sono gli ammortamenti per le strutture acquistate per la fiera“.
Anche sul fronte delle entrate, Pergola Unita vede anomalie: “gli incassi del museo sono stimati a 4.700 quando in realtà i maggiori incassi per la fiera al netto del 10 % che trattiene la Confcommercio – associazione che, da diversi anni, ha in gestione il Museo dei Bronzi Dorati- sono di 2.700 euro. Poi, il problema dell’Iva. Nel manifesto, il sindaco non prevede l’Iva da applicare alle entrate che inserite nel bilancino riduce l’iva da recuperare da 12.367,93 a 3.612,834“.
Intanto la polemica sta per essere inoltrata al Prefetto con tanto di documentazione e si tradurrà nel prossimo consiglio comunale in un’interrogazione scritta chiedendo la smentita dei dati del manifesto o ad una mozione sul rapporto di fiducia che “con il cittadino dovrebbe essere totale“.

Véronique Angeletti@riproduzione riservata

Video: Lorena Podera