Salvi, storia di una rassegna
Sassoferrato – 65 esima edizione per la rassegna internazionale d’arte Premio Gian Battista Salvi. Sarà inaugurata sabato alle ore 17.30 in piazza Gramsci. Una lunga vita, seconda sola alla Biennale di Venezia, che ha trasformato la Città di Sassoferrato nel Comune con la collezione d’arte contemporanea più ricca d’Italia che oggi, si può in parte ammirare nella Galleria regionale d’Arte Contemporanea, il Mam’s, insediata al primo piano di Palazzo Scalzi. Sessanta cinque anni di storia che meritano di essere raccontata.
Tutto iniziò il 26 luglio 1951 il giorno dei festeggiamenti per il patrono della città. Un’idea di Francesco Garofoli, Francesco Gubbiotti, Giannetto e Raul Lunardi, di Aldo e Tullio Pesciarelli, di Alberto Sensini, Stelvio Stella ed Italo e Italo Toni. Dieci sassoferratesi doc che bandirono il Premio di Pittura G.B. Salvi in onore al pittore detto Il Sassoferrato (1609-1685) famoso per le sue bellissime Madonne.
In un solo lustro, la rassegna conquistò una fama nazionale ospitando artisti importanti come Tamburi, Guttuso, Bartolini, Cantatore, Carnevali, Ciarrocchi, Fazzini, Muzio, Castellani, Cagli, Gulino, Uncini, Miele, Piacesi, Ricci, Gulino, Bompadre.
La mostra, attorno al 1960, si aprì agli stranieri con una sezione denominata Piccola Europa avendo però cura di lasciare spazio a giovani artisti marchigiani che oggi sono il vanto dell’arte italiana come Trubbiani, Cegna, Batocco o Valentini, Ciacci, Spallacci, Piattella.
Una mostra a cui parteciparono quasi da subito nelle giurie di premiazione e di selezione importanti critici. Achille Bonito Oliva, Sandra Orienti, Luigi Lambertini, Pietro Zampetti, Franco Simongini, Andrea Emiliani, Carlo Melloni, Elverio Maurizi, Giancarlo Politi, Egidio Mengacci, Francesco Carnevali, Carlo Vittorio Bianchi, Mauro Corradini, Valerio Volpini, Anna Caterina Toni vennero a Sassoferrato per aiutare la Rassegna a scegliere le opere migliore.
Sono i premi-acquisto annuali e le donazioni degli artisti partecipanti all’origine dell’importante collezione che si può vedere, ma solo in parte, al Mam’s. Solo in parte perché tra pitture, sculture, grafiche, libri d’artista, medaglistica, ceramica, arazzi, ex-libris l’intera collezione conta circa 4000 opere.
Il gran dinamismo della rassegna per trenta anni fu merito di Padre Stefano Troiani che nel 1991 spinse il comune di Sassoferrato a stipulare con l’Università degli Studi di Urbino una collaborazione più stabile e continuativa, in ordine alla gestione della Rassegna e che dal 2001, è stato nominato Presidente Onorario e continua a dare il suo contributo di critico e punto carismatico per molti artisti e cultori dell’arte.
La redazione di Sassoferrato.tv
