Ciao Maurizio…

Maurizio Sonaglia Sassoferrato – In lutto il sentinate. Nella serata di lunedì è morto Maurizio Sonaglia, aveva solo 73 anni, era in pensione e viveva a Cabernardi, popolosa frazione che fa da cerniera con il pesarese. Dopo aver a lungo viaggiato tra Milano e Londra per lavoro, aveva ristrutturato la casa dove era nato e dove avevano vissuto i suoi genitori. È la prima vittima del coronavirus nelle alte terre dell’anconetano. La triste notizia si è propagata nella notte, confermata l’indomani mattina da un messaggio WhatsApp dal sindaco Maurizio Greci, a nome del Centro Operativo Comunale. Messaggio con il quale ha anche avvertito la popolazione che, purtroppo, un altro caso di positività è emerso nel territorio comunale. Il sesto caso, ovviamente subito preso in carico dal SSN con tutte le procedure del caso.
Arguto, ironico, Maurizio seppur fruitore delle nuove tecnologie non era per niente social, ma credeva fermamente nei valori della piccola comunità di Cabernardi dove aveva scelto di vivere. Chi lo frequentava non smette di dire che «se n’è andato in un lampo». In un pugno di giorni. Il ricovero venerdì scorso e sabato il risultato positivo del tampone con l’immediato trasferimento dall’ospedale Engles Profili di Fabriano al nosocomio Carlo Urbani di Jesi dove è purtroppo deceduto l’altro ieri. Lascia un vuoto siderale in chi lo conosceva e non ha potuto dargli l’ultimo saluto.
È stato tumulato ieri, nel cimitero delle “Brecce Tinte” a due passi del suo amato paese. Il rito funebre si è svolto davanti alla tomba di famiglia con presenti solo il fratello, la cognata. Maurizio non era sposato e non aveva figli.

La chiusura delle chiese, decisa dal Vaticano, impone altri cerimoniali. Inoltre, nonostante il feretro non sia considerato infettivo, per l’applicazione della normativa nazionale, lo Stato e di conseguenza la Regione Marche, autorizzano la tumulazione di chi è deceduto affetto da Covid-19  senza aspettare le 24 ore.
Véronique Angeletti@civetta.tv

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