Il Palio della miniera di Cabernardi

palio 1Il Palio i si racconta da solo. E’ la storia di tre ragazzi che, la prima settimana di agosto del 1999, per divertirsi e far divertire, organizzarono una serie di gare con punteggi per eleggere un rione vincitore. Scelsero di dividere il paese in quattro contrade e di consentire ai capitani di far gareggiare chi viveva nelle località che entravano nel loro perimetro. Poi, identificarono ogni rione con colori e Cabernardi Est diventò gialla; Cabernardi Ovest, verde; le Felcine, rossi e il Monte del Doglio, blu. Poi, negli anni, questo Palio si è trasformato in un modo naturale, anzi spontaneo, ed è diventato un gioco lungo una settimana che rievoca le antiche tradizioni contadine e minerarie attraverso una serie di sfide*.
Una definizione più che corretta che però non spiega del tutto cos’é il Palio. Perché è un evento che ha avuto la forza di manifestare l’identità di un territorio. Di rendere orgogliosa ogni famiglia di aver avuto un legame con la miniera, lo zolfo e le sue terre. Ha reso evidente che un lembo di terra a lungo dimenticato poteva avere un appeal speciale fino ad essere un evento che calamita ogni anno migliaia di persone. Il Palio inoltre è stato anche l’occasione per tre ragazzi di attrarre altri ragazzi che sono cresciuti e sono diventati uomini ed hanno attratto nella loro organizzazione altri ragazzi che stanno diventando uomini. E dunque il Palio ha anche il merito di essere  coesione sociale. E lo si vede questi giorni con questo Parco Archeominerario dove i ragazzi dell’associazione del Palio della miniera lavorano affianco all’associazione culturale la Miniera onlus ed aiutano il Comune affinché il Parco sia il Parco di un intera comunità.

Véronique Angeletti e Pamela Damiani

 

i blu*Riconosco che esiste un albo d’oro dei rioni vincitori. Che sarebbe da mettere negli approfondimenti. Siccome faccio parte della squadra che ne ha vinto solo uno, nel 2009, ritengo lecito che non è il caso di evidenziare vincitori e vinti. E’ soggettiva e pure parziale. Lo so. Ma, ragazzi,  il Palio è il Palio!”

Ve. An.
Ps : Grazie  Maurizio, Lucio e Diego